Venezuela: Cecodap, “centinaia di migliaia di bambini possibili prede di tratta e criminalità”

Lo Stato venezuelano “non solo uccide i bambini e le bambine neonati per carenza di medicinali, li uccide anche civilmente, non garantendo la loro identificazione al momento della nascita. L’identità è la porta d’entrata per l’esercizio di altri diritti. Senza identità è come non esistere e non si può essere chiamati cittadini”. Lo ha detto Carlos Trapani, coordinatore generale dei Centri comunitari d’apprendimento (Cecodap), in occasione della presentazione del rapporto “Violazione del diritto all’identità di bambini e adolescenti”, elaborato dall’organizzazione. Il rapporto riferisce che il diritto all’identificazione nel Paese soffre per “le continue falle del sistema automatizzato, per i ritardi nella consegna dei documenti, per la mancanza di materia prima e per gli elevati costi di emissione dei documenti”. Così, però, “i minori non possono in alcun modo veder riconosciuti i propri diritti”. La ricercatrice Angeyeimar Gil ha presentato il risultato dello studio, evidenziando che spesso i genitori non hanno accesso alle istituzioni per inserire i figli nel registro anagrafico e che tale fenomeno ha riguardato almeno 27.540 neonati nel 2018, solo nell’area metropolitana di Caracas. Si stima che in tutto il Paese ci siano oltre 270mila minori in questa situazione. A tutto questo si aggiungono le inefficienze e i guasti del sistema nazionale di registrazione, che – secondo le stime dello studio – ha lasciato senza adeguata identità e documentazione 317.700 minori. “Uno dei maggiori rischi cui vanno incontro questi bambini senza certificato di nascita è quello di diventare vittime di tratta di persone, criminalità o sequestro”, ha segnalato la ricercatrice. Un altro aspetto è quello dei costi. Il report del Cecodap rivela che l’emissione del passaporto con validità internazionale è passata da 7.200 bolivares a 160mila bolivares.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa