Guatemala: p. Verzeletti (scalabriniano), “la situazione potrebbe aggravarsi, nessun muro può fermare i migranti”

“Le politiche migratorie repressive mostrano la seria difficoltà degli Stati a comprendere il momento attuale e il dramma umano, nazionale, regionale e internazionale”. Lo dice al Sir, da Città del Guatemala, lo scalabriniano padre Mauro Verzeletti, direttore della Casa del Migrante nella capitale del Paese guatemalteco e coordinatore delle Case del Migrante gestite dagli scalabriniani in Guatemala ed El Salvador. Lo scalabriniano entra nel dibattito sulla possibilità che il Guatemala, in accordo con gli Usa, diventi “terzo Paese sicuro”, dopo Usa e Messico, per i richiedenti asilo in attesa di vedere evasa la loro richiesta negli Stati Uniti. Così, tornerebbero entro i confini guatemaltechi migliaia di persone centroamericane che hanno chiesto asilo negli Usa. Secondo padre Verzeletti, in questo caso “la situazione dei migranti alla frontiera tra Guatemala e Messico potrebbe aggravarsi ancora di più, creando un ulteriore sovraffollamento”. “Si tratterebbe di una geopolitica migratoria nefasta – aggiunge il religioso -. La strategia è quella di bloccare il flusso dei rifugiati e migranti che, da Centroamerica, stanno cercando di salvare le loro vite”. La politica repressiva delle forze militari e di polizia sta creando loro “gravi danni alla loro integrità fisica e psicologica”. Per lo scalabriniano, la popolazione migrante si trova di fronte a un duplice rischio. Da una parte, c’è “l’attacco ai diritti umani, specialmente al diritto di muoversi liberamente”. In secondo luogo, il muro frontaliero “rompe le ali ai sogni e alle aspirazioni di migliaia di bambini, adolescenti, donne e uomini”. Inoltre, la situazione mette a rischio l’economia dei Paesi della regione, che negli ultimi decenni si è basata sulla libera circolazione di persone e merci. “Non si può confondere il fenomeno migratorio con la criminalità internazionale ed esistono attualmente sistemi per combattere possibili terroristi e il crimine organizzato – conclude padre Verzeletti -. Invece, nessun muro o barriera potranno contenere il diritto e l’ostinazione a una migliore opportunità di vita da parte delle persone che migrano”.

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