Domenica del Mare: marittimi “minacciati dalla pirateria e dagli attacchi terroristici”

“Non sempre ce ne rendiamo conto, ma il lavoro dei marittimi è essenziale per la nostra vita quotidiana giacché la maggior parte di quel che abbiamo nelle nostre case – televisore, frigorifero, lavatrice, computer, telefono, per non parlare del carburante per le nostre automobili, degli abiti che indossiamo e di molti altri oggetti – è stata fabbricata in paesi lontani e viene trasportata dai marittimi”. Comincia così il messaggio inviato ieri da Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale ai cappellani, ai volontari e ai sostenitori del settore. “Ricordare e pregare per il milione e mezzo di marittimi che solcano gli oceani e i mari trasportando circa il 90% delle merci da un Paese all’altro”, l’invito. “Per alcune persone, la vita dei marittimi può sembrare attraente ed interessante poiché durante la navigazione essi visitano numerosi Paesi”, si legge nel messaggio: “in realtà la vita di un marittimo è piena di sfide e difficoltà”. In base al contratto di lavoro, ricorda il dicastero pontificio, “i marittimi sono obbligati a vivere, per mesi e mesi, nello spazio confinato di una nave, lontani dalle proprie famiglie e dai propri cari. Spesso ricevono i loro salari in ritardo e, almeno in un caso, le legislazioni nazionali impediscono loro di ricevere denaro contante mentre sono a bordo, lasciandoli così senza risorse economiche per tutta la durata del contratto”. “La rapidità degli scali in porto non permette loro di scendere a terra per rilassarsi e allentare la pressione a cui sono sottoposti a causa delle loro dure condizioni di lavoro, aggravate dalla continua minaccia della pirateria ed ora anche dal rischio di attacchi terroristici”, si legge ancora nel testo.

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