Fine vita: associazioni cattoliche, “fermo rifiuto di ogni atto di eutanasia in tutte le sue forme”

Il “più fermo rifiuto di ogni atto di eutanasia, in tutte le sue forme e modalità, ovvero di ogni scelta intenzionale e diretta finalizzata ad anticipare la morte allo scopo di interrompere ogni sofferenza”. Ad esprimerlo sono oggi sei associazioni cattoliche in un comunicato congiunto in vista della decisione della Corte Costituzionale sul tema del fine vita attesa per fine settembre. “La malattia, il dolore e la sofferenza, nella loro cruda e gravosa realtà”, esigono una risposta autenticamente “umana”, costruita “sull’amore, sulla condivisione e sul servizio, oltre che sull’ausilio della migliore medicina”, affermano gli estensori del documento precisando che la risposta non può mai essere “la sbrigativa e fuorviante violenza dell’eutanasia, umanamente falsa, lesiva dell’integrità della vita e offensiva della dignità umana”. Guardando con favore alla recente presa di posizione pubblica da parte delle Federazioni degli Ordini dei medici e degli Infermieri, che considerano il proprio coinvolgimento in eventuali pratiche eutanasiche “in piena ed inaccettabile contraddizione con le finalità e i valori originari dell’arte medica, espressi e confermati nei vigenti codici deontologici di categoria”, le associazioni guardano “con uguale favore ad altre iniziative e prese di posizione che condividano la nostra prospettiva valoriale”. Di qui l’auspicio che l’eutanasia “non debba mai trovare avallo e giustificazione nell’ordinamento giuridico del nostro Paese” e l’invito, a quanti fossero interessati, all’evento del prossimo 11 settembre a Roma, per una giornata di riflessione e approfondimento di queste tematiche. Appuntamento sul quale verranno diffusi a breve maggiori dettagli.

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