Papa Francesco: a partecipanti incontro Charis, “servizio non vuol dire intascare, ma darsi”

“Un servizio per tutte le realtà carismatiche che lo Spirito ha suscitato nel mondo. Non un organismo che serve alcune realtà e un altro organismo che serve altre realtà e un terzo…, e così via”. Così Papa Francesco stamani durante l’udienza, nell’Aula Paolo VI, con i partecipanti all’incontro promosso dal Catholic Charismatic Renewal International Service (Charis). Quattro le parole messe a fuoco dal pontefice: “nuovo, unico, servizio e comunione”. “Servizio, non governo”, ha ammonito il Papa. La sua consapevolezza pronunciata parlando a braccio è che “a volte nelle associazioni umane, sia laiche che religiose, c’è la tentazione di andare sempre cercando i profitti personali, l’ambizione di farsi vedere o di dirigere o dei soldi”. “La corruzione entra così – ha ammonito -. Servizio non vuol dire intascare, il diavolo entra dalle tasche. Servizio vuol dire dare, darsi”. Altra parola: comunione. “Tutti con uno stesso cuore rivolto al Padre per dare testimonianza dell’unità nella diversità”. Quella auspicata dal Papa è “una famiglia in cui un membro non è più importante dell’altro, né per età, né per intelligenza, né per le sue capacità, perché sono tutti figli amati dello stesso Padre. Nel corpo un membro ha bisogno dell’altro, tutti insieme”. Riferendo le attese del Papa e della Chiesa a proposito del nuovo servizio, di Charis e del Rinnovamento Carismatico, Francesco ha elencato tre punti: “Che condivida il Battesimo nello Spirito Santo con tutti nella Chiesa – È la grazia che voi avete ricevuto. Condividetela! -. Che serva all’unità del corpo di Cristo che è la Chiesa. Che serva i poveri, i più bisognosi di ogni bisogno, fisico e spirituale”. “Questo non vuol dire che il Rinnovamento si è fatto comunista – ha ironizzato -. Questo è nel Vangelo”. Tre punti che Francesco ha considerato “la testimonianza necessaria per l’evangelizzazione del mondo”. “Evangelizzare è amare – ha concluso -. Condividere l’amore di Dio per ogni essere umano. Si possono fare organismi per evangelizzare, si possono fare programmi pensati e studiati con cura. Se non c’è amore, se non c’è la comunità non serve a nulla!”.

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