Piemonte e Valle d’Aosta: app “Chiese a porte aperte”. Mons. Olivero (Cep), “intervento che apre le cappelle al mondo”

“Questo intervento apre le cappelle al mondo, sia perché allarga la possibilità di visita, sia perché mira a creare circuiti degni di essere fatti conoscere fuori dai confini italiani”. Così mons. Derio Olivero, vescovo delegato per i Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale piemontese, ha spiegato il significato dell’app “Chiese a porte aperte”, sviluppata nell’ambito del progetto “Città e cattedrali”, grazie alla quale sarà possibile accedere ad ulteriori 11 beni culturali ecclesiastici del Piemonte semplicemente grazie al proprio smartphone. “L’iniziativa – ha aggiunto – unisce attenzione al territorio e apertura al mondo. Queste cappelle sono tesori del territorio, amati e curati dal territorio”. “Sono tesori – così li ha definiti mons. Olivero – che riceviamo dai nostri avi. Nostro compito è mantenerli vivi”. Per questo, “l’iniziativa mira a rispettare la tradizione trasmettendola”.
Per il presidente di Fondazione Crt, Giovanni Quaglia, “l’innovativo progetto ‘Città e cattedrali’ continua a crescere grazie alla sinergia tra le forze del territorio, al radicato senso di communitas, alle opportunità offerte dalla tecnologia, intesa come uno strumento integrativo e non certo sostitutivo della preziosa e insostituibile opera dei volontari, che hanno partecipato attivamente alla definizione del progetto”. “Le aperture automatizzate, ultimo tassello di un lungo percorso che negli anni ha messo in rete oltre 500 beni ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta, intendono valorizzare i siti storici legati a una comunità che se ne prende cura, come luoghi vivi e riconosciuti di incontro e inclusione culturale e sociale: un nuovo modo per conoscere la bellezza del nostro territorio”, ha sottolineato Quaglia.

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