Economia: Palazzo Chigi dopo richiesta procedura d’infrazione Commissione Ue, “Governo intende continuare a dialogare, rispetteremo patto di stabilità”

“Il Governo intende continuare a dialogare con la Commissione” in modo “costruttivo” per “arrivare ad un accordo circa le modalità con cui gli obiettivi per l’anno in corso verranno conseguiti e un sentiero di discesa del deficit coerente con gli impegni già assunti da Governo e Parlamento italiani”. È quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi poco fa a seguito della presentazione del Rapporto della Commissione Ue con il quale si avanza la richiesta della procedura d’infrazione per debito eccessivo a carico dell’Italia.
Ricordando che “sono state fornite stime e valutazioni che indicano che nell’anno in corso l’Italia rispetterà i dettami del Patto di stabilità e crescita”, nella nota, “il Governo riconosce che l’impegno preso dal precedente esecutivo era di migliorare il saldo strutturale di 0,3 punti percentuali nel 2018. È anche opportuno evidenziare che i dati di consuntivo hanno rivelato un aumento dei trasferimenti in conto capitale che non era prevedibile ex ante. Inoltre, la revisione al ribasso delle previsioni di crescita per i prossimi anni ha causato una variazione delle stime di output gap, che ha impattato sfavorevolmente anche sulle stime del saldo strutturale del 2018, comprese quelle del Governo”.
Circa i saldi di finanza pubblica, “stime più aggiornate” saranno disponibili a fine luglio. “Allo stato attuale delle conoscenze, si può ritenere che – spiega Palazzo Chigi – l’indebitamento netto (deficit) della Pubblica amministrazione nel 2019 sarà sensibilmente inferiore alla previsione della Commissione, la quale pone il deficit di quest’anno al 2,5% del Pil, contro il 2,4 previsto dal Governo nel Def”. Per via “delle minori spese derivanti da accantonamenti prudenziali riguardanti le più cospicue misure adottate dal Governo nel corso dell’anno” e “sulla base delle informazioni ad oggi disponibili, la minore spesa ragionevolmente risulterà pari ad un ulteriore 0,07% del Pil e l’indebitamento netto si attesterebbe al 2,1% del Pil”.
“Il Governo – si assicura nella nota – monitora costantemente l’andamento dei conti pubblici ed è determinato a perseguire il fondamentale obiettivo di saldo strutturale e ad adottare tutte le cautele e le iniziative funzionali al raggiungimento di tale obiettivo”.
Infine, viene ricordato che “lo scenario programmatico di finanza pubblica per i prossimi tre anni descritto nel Programma di stabilità e approvato dal Parlamento traccia una discesa dell’indebitamento netto fino all’1,5% del Pil nel 2022, con un miglioramento complessivo del saldo strutturale di quasi 0,8 punti percentuali. L’avanzo primario raggiungerebbe il 3,1% su base strutturale nel 2022”. “Per il 2020, il Governo intende conseguire un miglioramento di 0,2 punti percentuali nel saldo strutturale di bilancio. In base alle ultime previsioni ufficiali, il disavanzo nominale scenderà di 0,3 punti percentuali in confronto al 2019”.

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