Disabili: Milano, 500 persone all’Università Cattolica per il “Diversity day”

Grande successo di pubblico oggi al “Diversity day” ospitato in largo Gemelli, a Milano, sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Tocca infatti all’Ateneo milanese ospitare quest’anno l’appuntamento nel corso del quale, dal 2016 in una Università diversa, le aziende incontrano le persone con disabilità. Promosso da Jobmetoo, Value People e Cesop HR Consulting Company in collaborazione con l’Università Cattolica e Linkmetoo, il “Diversity day” ha trattato il tema dell’accomodamento delle persone con disabilità e l’importanza della loro formazione nell’avvicinarsi al mondo del lavoro, e ha informato sugli strumenti a disposizione delle aziende nell’adempimento della legge 68/99.
“Gli stand presenti nel cortile d’onore dell’Ateneo – spiega una nota della Cattolica – hanno accolto le richieste di informazione e i curricula dei partecipanti creando occasioni di dialogo e di confronto”.
“L’Università Cattolica – si sottolinea nella nota – è da sempre attenta ai processi di inclusione come testimoniano il ‘Servizio disabili’ attivo dal 2001 che dalla sua nascita a oggi è arrivato a prendere in carico quasi 1.400 studenti ogni anno (sui 14.649 presenti sul territorio nazionale, 10,2 studenti ogni mille), e il corso di alta formazione ‘Disability Manager’, primo corso in Italia attivato a partire dal 2006 in Cattolica che fornisce le competenze necessarie ad un corretto inserimento lavorativo delle persone con disabilità e che permette la validazione delle skills dell’esperto nella gestione di queste risorse umane”.
In Italia le persone con disabilità sono circa 4.360.000, pari al 7,2% della popolazione italiana e, stando ai dati diffusi dalla Cattolica, raggiungeranno i 6,7 milioni nel 2040. Le certificazioni specifiche a scuola sono circa 260.000, cresciute del 65% in 12 anni. Gli alunni sono circa 260.000 pari al 2,9% dell’intera popolazione scolastica (7.750.000 alunni) e gli insegnanti di sostegno 13mila. Tra le persone con disabilità solo il 16% lavora (circa 300.000 persone) e in particolare i ragazzi che escono dalla scuola e che non trovano un’occupazione sono l’80%.

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