Commissione europea: Carta dei diritti fondamentali, il punto a dieci anni di distanza. Conosciuta da 1 cittadino su 10

(Bruxelles) “A dieci anni di distanza, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea tiene fede alle promesse. Si tratta della colonna portante della nostra Unione di valori, che definisce diritti, libertà e principi. Perché la Carta incida in modo più efficace sulla vita dei cittadini, questi devono conoscere i propri diritti e sapere a chi rivolgersi nel caso in cui siano violati. Per questo è importante continuare a parlare della Carta e fare in modo che le persone sappiano cosa comporta realmente essere europei”. Lo dichiara il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, nella giornata in cui l’esecutivo pubblica la relazione annuale che valuta come le istituzioni dell’Ue e gli Stati membri hanno applicato la Carta dei diritti fondamentali. Quest’anno fra l’altro ricorre il 10º anniversario della Carta. Secondo la relazione, i responsabili politici “sono sempre più consapevoli dell’importanza di garantire che le varie iniziative rispettino i diritti sanciti dalla Carta e l’Ue ha adottato molte misure volte a tutelare i diritti fondamentali delle persone, come il regolamento generale sulla protezione dei dati”.
Le autorità nazionali, compresi gli organi giurisdizionali, “sono tenute ad applicare la Carta quando attuano il diritto dell’Ue. I riferimenti a questo documento da parte della Corte di giustizia dell’Unione europea sono notevolmente aumentati, passando da 27 nel 2010 a 356 nel 2018”. Tuttavia, “la Carta non è ancora sfruttata al massimo del suo potenziale ed è ancora poco conosciuta, soprattutto a livello nazionale”. L’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali evidenzia “la mancanza di politiche nazionali che ne promuovano la conoscenza e l’attuazione”. Una indagine Eurobarometro, anch’essa diffusa oggi, mostra che, “sebbene ci sia un leggero miglioramento rispetto al 2012, solo quattro cittadini su dieci hanno sentito parlare della Carta e solo uno su dieci sa di cosa si tratta. Sei cittadini su dieci hanno dichiarato di voler essere maggiormente informati sui diritti sanciti nel documento e su come comportarsi nel caso in cui siano violati”.

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