Inquinamento: firmato a Torino protocollo per il controllo della qualità dell’aria. Programma nazionale da 400 milioni l’anno

(Foto: Presidenza del Consiglio dei ministri)

L’istituzione di un Fondo per finanziare un Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico con una dote fino a 400 milioni di euro all’anno, sei mesi di tempo per una neo costituita Unità di coordinamento che dovrà tirar fuori misure operative concrete, un Piano d’azione di due anni e cinque ambiti di intervento. È la sintesi del protocollo “Aria pulita” sottoscritto oggi a Torino dalla Presidenza del Consiglio, sei ministeri, Regioni e Province autonome. Tutto nell’ambito del “Clean Air Dialogue”, un appuntamento internazionale che raccoglie, nel capoluogo piemontese, oggi e domani attorno al tema dell’inquinamento dell’aria le istituzioni locali e nazionali insieme al commissario europeo all’Ambiente, Karmenu Vella.
Obiettivo dell’incontro è quello, spiega una nota del ministero dell’Ambiente, “di condividere e promuovere le misure più efficaci e le migliori pratiche, presentare i progressi raggiunti, promuovere le sinergie tra le politiche sulla qualità dell’aria, sul clima, sull’energia, sui trasporti, sull’agricoltura e sulla sanità pubblica”.
Le misure del protocollo riguardano i tre settori maggiormente responsabili dell’inquinamento: trasporti, agricoltura e riscaldamento domestico a biomassa. In particolare per l’agricoltura sono previsti interventi “per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e limitazioni all’abbruciamento dei residui vegetali”. Per la mobilità vengono introdotti “criteri ambientali nella disciplina della circolazione in ambito extraurbano”, ma anche misure per il controllo delle aree a traffico limitato, linee guida per la classificazione dei veicoli elettrici ibridi”. Sul fronte del riscaldamento civile sono previste “misure di riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dalle stufe a biomassa e dagli impianti termici alimentati a biomassa ma anche limitazioni all’utilizzo degli impianti di riscaldamento alimentati a gasolio”. Traguardo finale, da raggiungere nel 2025: l’uscita dal carbone con un’accelerazione nell’uso delle centrali termoelettriche.

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