Settimanali cattolici: don Maffeis (Cei), “presidio che va difeso e diffuso”

“Dobbiamo evitare il ‘localismo’, però il locale è vitale ancor più per il nazionale. La forza del territorio è la grande ricchezza per le Comunicazioni sociali”. Lo dice don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali e sottosegretario della Conferenza episcopale italiana, in un’intervista rilasciata a “L’Avvenire di Calabria”. “Nel nostro Paese si è diffuso un linguaggio litigioso e volgare, in questo contesto serve uno sguardo diverso – aggiunge il direttore dell’Ufficio Cei -. I settimanali cattolici rappresentano un presidio che va difeso e diffuso”. Per contrastare il fenomeno delle fake news che colpiscono la Chiesa, don Maffeis indica l’importanza di raccontare “l’impegno ecclesiale quotidiano”. “Occorre reagire alle calunnie, ma per farlo serve raccontare le bellezza di una Chiesa che si fa prossima – evidenzia -. La comunicazione è un ambiente che va abitato, in quanto trasversale a tutta la Chiesa: mi riferisco alla carità, alla liturgia, all’annuncio”. Quindi, l’attenzione sulla tecnologia che “ci mette a disposizione la possibilità di un’interazione reale”.

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