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Papa Francesco: incontro con la comunità rom, “chiedo perdono per quando vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata”

“Nella Chiesa di Cristo c’è posto per tutti. La Chiesa è luogo di incontro, e abbiamo bisogno di ricordarlo non come un bello slogan ma come parte della carta d’identità del nostro essere cristiani”. Sono le parole di saluto con cui il Papa si è rivolto ieri alla comunità rom di Blaj, circa 60 persone radunate nella nuova chiesa dedicata a S. Andrea Apostolo e al Beato Ioan Suciu, nel quartiere Barbu Lăutaru. “Con questo spirito ho desiderato stringere le vostre mani, mettere i miei occhi nei vostri, farvi entrare nel cuore, nella preghiera, con la fiducia di entrare anch’io nella vostra preghiera e nel vostro cuore”, ha spiegato Francesco nell’ultimo appuntamento pubblico del viaggio in Romania. “Nel cuore porto però un peso”, ha rivelato subito dopo: “È il peso delle discriminazioni, delle segregazioni e dei maltrattamenti subiti dalle vostre comunità. La storia ci dice che anche i cristiani, anche i cattolici non sono estranei a tanto male”. “Vorrei chiedere perdono per questo”, il “mea culpa” del Papa: “Chiedo perdono – in nome della Chiesa al Signore e a voi – per quando, nel corso della storia, vi abbiamo discriminato, maltrattato o guardato in maniera sbagliata, con lo sguardo di Caino invece che con quello di Abele, e non siamo stati capaci di riconoscervi, apprezzarvi e difendervi nella vostra peculiarità. A Caino non importa il fratello. È nell’indifferenza che si alimentano pregiudizi e si fomentano rancori. Quante volte giudichiamo in modo avventato, con parole che feriscono, con atteggiamenti che seminano odio e creano distanze! Quando qualcuno viene lasciato indietro, la famiglia umana non cammina”.

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