Comunicazioni sociali: p. Fortunato (frati Assisi), “semplicità, brevità, franchezza”. Mons. Carboni (Oristano), “no a informazione asettica”

“Semplicità, brevità e franchezza: ecco tre caratteristiche che dovrebbe sempre avere la comunicazione fatta dalla Chiesa”. Lo ha detto padre Enzo Fortunato, direttore della comunicazione del Sacro convento di Assisi, parlando agli operatori dell’informazione che hanno partecipato, sabato, a Villacidro per il convegno interdiocesano organizzato dalle Chiese di Ales-Terralba, Oristano e Iglesias sul tema “San Francesco e Francesco (Papa) comunicatori diversi della stessa Parola”. Ai giornalisti il frate ha indicato tre strade: essere ispirato da Dio, prima di scrivere e raccontare i fatti, quindi ricercare le ragioni di ogni evento lieto e triste e, infine, valutare l’opportunità di scrivere un articolo. “Lo scoop non è un motivo sufficiente per entrare nella storia delle persone”. “Una notizia è caratterizzata da verità e dalla capacità di creare in chi la accoglie più umanità – ha aggiunto mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano e amministratore apostolico di Ales-Terralba –. Dietro ogni informazione c’è una persona che informa e manifesta in qualche modo il messaggio profondo che la anima”. Nelle parole del presule la convinzione che “più che sognare un’informazione asettica dobbiamo riconoscere e manifestare gli occhi e il cuore con i quali leggiamo i fatti e li trasformiamo in notizia”.

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