Bosnia-Erzegovina: Velika Kladusa, incendio nel centro migranti non è doloso. Mons. Anicic (Caritas Banja Luka), “situazione può degenerare”

Mons. Miljenko Anicic, direttore della Caritas di Banja Luka. Sotto, uno scatto dell'incendio

“L’incendio scoppiato sabato nel centro migranti vicino a Velika Kladusa non è doloso, secondo le conclusioni dell’indagine condotta dalla polizia; la causa è la disattenzione degli ospiti del centro nel maneggiare una stufa elettrica”. Lo afferma al Sir mons. Miljenko Anicic, direttore della Caritas di Banja Luka. Durante l’incidente sono stati feriti lievemente 32 migranti, che hanno ricevuto assistenza medica nell’ospedale vicino.
Nel campo profughi “Miral” ci sono 673 rifugiati mentre le fiamme hanno distrutto una buon parte del primo piano della struttura. Il centro è pieno e in esso ci sono anche 18 minori non accompagnati. “La Caritas – aggiunge il direttore della Caritas di Banja Luka – lavora in questo centro da dicembre quando è stata aperta la lavanderia per i migranti, distribuiamo anche vestiti, materiale igienico e cibo”. “Intanto la situazione dei migranti in Bosnia-Erzegovina è molto difficile”, continua il racconto di mons. Anicic, “a causa dell’elevato numero delle persone nei centri di accoglienza, i nuovi arrivi dalla Serbia e Montenegro e l’ostilità nei loro confronti da parte della gente locale”. “La gente di Bihac (l’altra città al confine croato dove si concentrano i migranti, ndr.) non accetta i rifugiati e vuole fermare i nuovi arrivi”. A suo avviso, “la situazione potrebbe degenerare e si possono aspettare nuovi conflitti sia tra gli stessi migranti, sia con la gente del territorio”.

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