Caldo: Eurispes, “organici ridotti all’osso in pronto soccorso e ospedali, medici in fuga”

Il grande caldo di questi giorni e le ferie del personale nel periodo estivo hanno fatto scattare l’allarme sanità in Italia. Il settore a risultare più penalizzato per la mancanza di medici è quello del pronto soccorso. Particolarmente sentita la sofferenza al centro sud: in Molise, Sicilia, Campania, Calabria e Lazio gli ospedali registrano il 30% di dotazione organica in meno rispetto a 10 anni fa, secondo le stime dei sindacati del settore. Una situazione così critica che in Molise il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha addirittura ipotizzato l’invio di medici militari per far fronte alla carenza di personale. A fotografare la situazione era stato già qualche tempo fa il II Rapporto Eurispes-Enpam “Il termometro della salute”. Il documento aveva evidenziato il tema del precariato e dell’insufficienza degli organici del forte invecchiamento del personale sanitario che in alcune aree, ed in particolare nella medicina generale (medico di base e pediatra di libera scelta), rischia nel futuro prossimo di generare dei vuoti incolmabili. Il rapporto Eurispes mette in evidenza inoltre la medicina d’urgenza come un’area particolarmente delicata. Negli 844 presidi di medicina d’urgenza presenti sul territorio, si calcola ci siano mediamente 2.800 accessi ogni ora che generano annualmente circa 24.000.000 di visite. 3.500.000 i pazienti che “entrano” nei reparti ospedalieri proprio attraverso i pronto soccorso.

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