Affidi illeciti a Reggio Emilia: don Di Noto (Meter), “grave quello che emerge, confonde e stordisce chi è con e per i piccoli”

“È grave quello che emerge. Confonde e stordisce chi con passione, competenza e determinazione è con e per i piccoli e le fragilità umane”. Così don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter, commenta la vicenda sugli affidi illeciti di minori nel Reggiano, per i quali sono agli arresti diciotto persone. Quello che sta emergendo – minori manipolati per darli in affido a pagamento, false relazioni, terapeuti travestiti da personaggi ‘cattivi’ delle fiabe in rappresentazione dei genitori, falsi ricordi di abusi sessuali generati attraverso impulsi elettrici,… – per don Di Noto “sarebbe l’incipit di una ‘fiaba’, di un racconto terapeutico per aiutare i bambini e chi è coinvolto a riconoscere il male che invece risultava, per il bene dei bambini e delle famiglie che hanno subito questa sorte di manipolazione e violenza psicologica per secondi fini per nutrire gli idoli senza anima e senza cuore del potere, della strumentalizzazione della debolezza e della fragilità”. Il sacerdote parla di “relazioni tossiche, malate che dispongono il sistema del controllo e costruire un mondo parallelo dell’antiamore che demolisce ogni speranza”.
Per don Di Noto, “se l’abuso, in tutte le sue pervasive e distruttive forme, a danno dei minori e delle persone vulnerabili, non trova, nelle persone che si prendono carico, cura e orientamento, professionisti in umanità e altamente preparati con equilibri consolidati, invece di àncora di salvezza, ci ritroviamo distruttori degli ultimi barlumi di luce in coloro che hanno bisogno dell’altro”. Secondo il fondatore di Meter, nel caso venisse “accertato questo sistema di male e corruzione, c’è da pensare al business dell’abuso che deve essere combattuto, demolito e reindirizzare forze, risorse, formazione e competenze ad una maggiore vigilanza e selezione”. “Lo dobbiamo alle vittime che chiedono giustizia e solidarietà, protezione e cura: essere amati e non ri-traditi”. “Non sempre la società ( e non solo), ha amato e ama i bambini: tragedie che passano in secondo piano, pur nella sua tragicità”, evidenzia il sacerdote, secondo cui si tratta di “uno scandalo che non accenna a finire ma che non possiamo permettere di continuare. Quel ‘guai a voi’ per chi scandalizza i piccoli è più che un monito”.

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