Papà e bimba annegati in Messico: Morcellini (Agcom), “foto urtante per la nostra coscienza ma può risvegliare nostra umanità”

“Quella foto dice molto del nostro tempo. Sospenderne la pubblicazione sarebbe un dramma e aumenterebbe il nostro disimpegno etico”. Ne è convinto Mario Morcellini, Commissario dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), studioso e docente di comunicazione, giornalismo e reti digitali della Sapienza Università di Roma. Anche se la foto del papà e della bimba annegati alla frontiera tra Messico e Stati Uniti è scioccante, il suo impatto sull’opinione pubblica dimostra “che siamo comunque permeabili al dolore del mondo”. “E’ vero che c’è una piccola strumentalizzazione del corpo inerme e indifeso di questi due morti ma è anche vero che, se diventano simboli del nostro tempo, può essere l’inizio di una riscossa”, commenta Morcellini in un’intervista al Sir. “La potenza della fotografia, per il modo in cui immobilizza la realtà, singolarmente urtante, soprattutto della nostra coscienza, la dice lunga sul fatto che almeno in profondità noi restiamo umani. Bisognerebbe riflettere sul fatto che basta una fotografia per ripristinare elementi di coscienza ed autocoscienza del nostro tempo. La foto immobilizza il nostro sguardo e dimostra che siamo comunque permeabili al dolore del mondo”. A suo parere gli studiosi “devono cominciare a dire cose molto più dure di quelle che ci siamo scambiati finora: non basta più la parola ‘populismo’, che è solo la conseguenza. Una parte delle politiche pubbliche, quelle più improntate ad una idea plebiscitaria della politica, sembra invece puntare al disimpegno etico. Ci sono politici che hanno intuito che per vincere devono abbassare la soglia etica e dell’attenzione nei confronti degli altri. È così che vince la gigantesca fake sui migranti. Qui c’è un gioco sconvolgente da parte della comunicazione e c’è da domandarsi quanto la comunicazione abbia esercitato la funzione per cui è nata, che non è solo quella di narrare, ma di farlo con responsabilità sociale”.  Secondo Morcellini “abbiamo bisogno di elementi di simbolizzazione per riconoscere la nostra vita. Contrariamente a quanto pensa la maggioranza degli uomini non possiamo vivere di sola realtà, ma abbiamo bisogno di simboli”. “La fortuna virale di questa foto – conclude – è la prova che c’è gente disponibile a pensare a ciò che facciamo”.

Mario Morcellini

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