Incendio a Frosinone: Commissione diocesana cura Creato, “difenderemo la bellezza di questa nostra terra, perché non sia più deturpata e rovinata”

“Bisognerà aspettare la prossima emergenza per intervenire con un piano vero e serio che dovrà durare anni (e non solo il tempo di una amministrazione) o si continueranno a offrire deboli palliativi, che non affronteranno il problema nella sua complessità?”. Lo domanda, in una nota diffusa oggi, la Commissione diocesana per la cura del Creato di Frosinone-Veroli-Ferentino, dopo l’incendio di domenica scorsa nei depositi della Mecoris. “Ci avviciniamo al grande caldo. Dovremo aspettare i soliti criminali che daranno fuoco ai boschi ancora rimasti per rendere brulle le nostre montagne come si osserva già scendendo verso sud o si riuscirà a fermarli prima, visto che alcun di questi signori del fuoco sono già conosciuti? Quanto ancora dovremo pazientare davanti a chi continua imperterrito a buttare immondizia per le strade (vedi le piazzole di sosta della superstrada Ferentino-Sora o in qualche dirupo o campo nascosto!)? Dovremo aspettare la prossima presenza di schiuma nel Sacco piuttosto che nel Liri (non esente da sostanze inquinanti!) o nel Cosa o nell’Amaseno per svegliarci e dire e fare qualcosa di serio e programmato?”, prosegue la denuncia della Commissione.
Di fronte a tutto questo “non è possibile l’indifferenza o la logica del ‘si salvi chi può’, che di fatto penalizza solo chi ‘non’ può. Ringraziamo tutti coloro (e per fortuna ce ne sono!) che si impegnano in questa battaglia e nella sensibilizzazione per un modo di vivere insieme che mostri civiltà e rispetto del Creato, di cui tutti noi facciamo parte, e non continui a perseguire biechi interessi personali e criminali, perché tali restano”. Un ringraziamento, anche a nome del vescovo Ambrogio Spreafico, “da sempre impegnato in questa battaglia di civiltà”, soprattutto i ragazzi e i giovani che nelle scuole portano avanti questa sensibilizzazione: “Non siete solo il vostro e nostro futuro. Siete soprattutto il nostro presente! Siate coraggiosi e non demordete!”.
la Commissione ricorda: “Tutti siamo responsabili di questa ‘casa comune’ chiamata Ciociaria: politici, imprenditori, insegnanti, alunni, giovani e vecchi, italiani e stranieri. Il cambiamento inizierà quando avremo capito che il rispetto delle regole non è un limite alla nostra libertà, anzi l’unica maniera per mantenerla. Noi non staremo a guardare! Difenderemo con chiunque la bellezza di questa nostra terra, perché non sia più deturpata e rovinata. Porremo gesti concreti, come già la diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino ha fatto con alcune cooperative, che vogliono rispondere al problema ambientale, e soprattutto non smetteremo mai di parlare e di operare per il bene della Ciociaria”.

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