Sindaco Rocca di Papa: card. Bassetti, “un uomo che ha sentito il profondo dovere di proteggere la vita degli altri”

“Ci siamo tutti commossi dinanzi a quest’uomo, a questo servitore dello Stato. Sono gesti umani – per quello che riguarda le nostre responsabilità – che dovrebbero essere messi in pratica, non solo ammirati, e farci riflettere profondamente e chiederci: se mi trovassi in quella condizione, sarei disposto a dare la vita per i fratelli?”. Così il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ha ricordato il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, morto in seguito alle ustioni riportate a causa di un’esplosione per una fuga di gas che ha investito il palazzo comunale. È stato l’ultimo a uscire, quando aveva gran parte del corpo già ustionato, per poter mettere in salvo i presenti. Il ricordo del porporato, ieri, nell’omelia della messa celebrata nella cattedrale di San Lorenzo, a Perugia, nella solennità del Corpus Domini. Affermando che “il Signore vuole essere riconosciuto anche in ciascuno dei suoi fratelli, soprattutto di quelli chiamati ultimi e ‘scarti’”, il porporato ha evidenziato che “noi siamo tesi a proteggere in ogni modo il nostro corpo e la nostra vita, e se ciò è fatto nel modo debito è anche un dovere”. Ma non solo. “C’è anche la vita dei nostri fratelli, dei più piccoli da proteggere, dal concepimento fino all’ultimo respiro – ha aggiunto il card. Bassetti -. È un dovere che ci viene da quell’ostia santa. Gesù sia davvero per noi stimolo a essere premurosi verso il nostro prossimo, a non risparmiarci dalla fatica”. Qui, il ricordo del sacrificio di Crestini, che il cardinale ha considerato “una creatura come noi, un uomo che ha sentito questo profondo dovere”. Infine, il presidente della Cei ha messo in guardia dal disprezzare i poveri. “Ricordiamoci che tutti siamo il corpo di Cristo! E guai se disprezzassimo il Corpo del Signore nelle sue membra, soprattutto le più fragili!”

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