Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Stallo nomine Ue, nuovo vertice il 30 giugno. Oggi plenum Csm dopo lo scandalo. Tensione Usa-Iran

Consiglio europeo: trattative per le nomine in stallo, nuovo vertice il 30 giugno

Ancora nessuna intesa tra i leader dei Paesi Ue sulle nomine per i top job europei (i presidenti di Parlamento, Commissione, Consiglio europeo e Bce, nonché l’Alto rappresentante per la politica estera). A l termine della prima giornata del Consiglio europeo a Bruxelles, i Capi di Stato e di governo hanno deciso di rimandare la questione ad una riunione straordinaria convocata per il 30 giugno. Sulle nomine, ha detto il premier italiano Giuseppe Conte, “c’è stallo. È stato dato mandato a Tusk di parlare con i rappresentanti in Parlamento Ue per vedere di superare il criterio degli Spitzenkandidaten”, per l’individuazione del successore di Jean-Claude Juncker come presidente della Commissione Ue. L’Italia, che è al centro dell’attenzione dei partner europei per la procedura d’infrazione, avanza la richiesta di un commissario economico di peso e vorrebbe alla Bce un presidente non troppo rigorista. Intanto, nel vertice di ieri sera a Bruxelles, è stata adottata la “Nuova agenda strategica” 2019-2024 con 4 priorità: proteggere i cittadini e le libertà; sviluppare una base economica forte; costruire un’Europa neutrale sul clima, verde, equa e sociale; promuovere gli interessi e i valori europei sulla scena globale.

Csm: oggi il plenum dopo lo scandalo sulle nomine nelle Procure

Si riunisce fra mezz’ora a Palazzo dei Marescialli il plenum straordinario del Consiglio superiore della magistratura, presieduto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo lo scandalo sulle nomine pilotate nelle Procure. C’è attesa per le parole del Capo dello Stato che si preannunciano di severa e ferma condanna. Convocando per il prossimo ottobre le elezioni suppletive per la sostituzione dei componenti togati dimissionari, il Quirinale aveva sottolineato la necessità di voltare pagina per avviare una nuova fase per l’organo di autogoverno della Magistratura.

Usa-Iran: altissima tensione dopo l’abbattimento del drone statunitense

È altissima la tensione tra Stati Uniti e Iran dopo l’abbattimento ieri di un drone americano da parte delle Guardie della rivoluzione di Teheran. Secondo indiscrezioni riferite dal New York Times, il presidente americano Donald Trump sarebbe arrivato ad un passo dall’ordinare un attacco contro l’Iran ma poi lo avrebbe annullato. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un rinvio o siano subentrate valutazioni diverse che abbiano fatto cambiare idea, visto che l’operazione, seppur nelle fasi iniziali, aveva già preso il via. Intanto la Federal Aviation Administration, autorità per il trasporto aereo americano, ha vietato alle compagnie statunitensi di sorvolare lo spazio aereo controllato da Teheran sullo stretto di Hormuz e il Golfo dell’Oman.

Decreto sicurezza: dalla Cassazione stop ai superpoteri dei prefetti

“Le nuove regole su permessi di soggiorno, iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e Sprar sono state adottate nell’ambito delle competenze riservate in via esclusiva allo Stato in materia di asilo, immigrazione, condizione giuridica dello straniero e anagrafi, senza che vi sia stata incidenza diretta o indiretta sulle competenze regionali”. Per queste ragioni la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi delle Regioni Calabria, Emilia Romagna, Marche, Toscana e Umbria, che hanno impugnato numerose disposizioni del “Decreto sicurezza”, lamentando la violazione diretta o indiretta delle loro competenze. Secondo la Corte, per la quale “resta impregiudicata ogni valutazione sulla legittimità costituzionale dei contenuti delle norme impugnate”, è stata invece “violata l’autonomia costituzionalmente garantita a Comuni e Province” in alcune disposizioni del Titolo II del decreto. “Pertanto, ha accolto le censure sull’articolo 28 che prevede un potere sostitutivo del prefetto nell’attività di tali enti”.

Esplosione a Rocca di Papa: morto il sindaco Crestini

È morto nella serata di ieri, all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dov’era ricoverato, il sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini, rimasto gravemente ferito nell’esplosione del palazzo del Comune lo scorso 10 giugno. Si tratta della seconda vittima dell’incidente, dopo la morte avvenuta domenica del delegato del primo cittadino, Vincenzo Eleuteri. Crestini, che avrebbe compiuto 47 anni il prossimo 24 giugno, aveva riportato ustioni sul 35% del corpo, in particolare a volto e mani, ma fatali sono state le complicazioni respiratorie riportate durante l’incendio che ha seguito il terribile scoppio.

Georgia: manifestanti tentano di entrare in Parlamento per “provocazione” di Mosca

Violenti scontri si sono registrati ieri a Tbilisi, in Georgia, tra i manifestanti dell’opposizione, intenzionati a fare irruzione nel Parlamento, e le forze di polizia in tenuta antisommossa. A scatenare la protesta per chiedere le dimissioni del presidente del Parlamento, Irakli Kobajidze, il fatto che nel corso della XXVI Assemblea generale interparlamentare ortodossa, Sergei Gavrilov a capo della delegazione parlamentare russa, guidata dal vice, si è seduto al posto riservato al presidente del Parlamento georgiano, gesto interpretato come un affronto di Mosca con cui Tbilisi non ha più rapporti diplomatici dal 2008 dopo la guerra nella regione separatista georgiana dell’Ossezia del Sud che si è conclusa con la vittoria delle fazioni filorusse. Nel corso degli scontri sono state 69 le persone ferite, 39 tra gli agenti di polizia e 30 tra i manifestanti.

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