Papa a Napoli: p. Di Luccio (decano Fac. Teol. Italia Meridionale), “la teologia parte dal basso, dalla condivisione della vita e delle sofferenze”

(Foto Vatican Media/SIR)

“La Sua Presenza tra noi è una grandissima benedizione, una grazia specialissima, e motivo di grandissima gioia. Con la scelta di far precedere la Sua partecipazione a questo convegno dalla visita ai terremotati di Camerino pochi giorni fa ci ha indicato che la teologia parte dal basso, dalla condivisione della vita e delle sofferenze delle persone, nell’ascolto dello Spirito, per annunciare in questo contesto l’attualità della parola di Dio”. Lo ha detto oggi padre Giuseppe Di Luccio, vice preside e decano della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, accogliendo Papa Francesco all’incontro promosso a Napoli dalla medesima Facoltà. “Napoli è un avamposto del Mediterraneo – ha spiegato padre Di Luccio -, è culturalmente caratterizzata dal dialogo e da un dialogo che esprime l’accoglienza che è risultato dell’inculturazione del vangelo, ed è perciò un laboratorio ideale per una teologia che nel contesto del Mediterraneo si rinnova a partire dall’approfondimento spirituale, intellettuale ed esperienziale del kerygma attraverso il dialogo, il lavoro inter e trans-disciplinare e il lavoro in rete, come Lei ci indica nel Proemio della Veritatis gaudium”. “A partire da Napoli e dal Mediterraneo – ha precisato – la Sua partecipazione al convegno sarà una testimonianza dell’ascolto che è presupposto del dialogo e dell’accoglienza come pratica evangelica e come metodologia di una teologia contestuale la quale nei segni dei tempi discerne l’attualità del Vangelo e la presenza dello Spirito del Risorto. Sono certo che la Sua presenza tra noi ci farà sperimentare la gioia della Verità e determinerà per noi tutti quella conversione al kerygma di cui Lei parla nel Proemio della Costituzione Apostolica Veritatis gaudium e che è necessaria per il rinnovamento degli studi delle Facoltà teologiche e delle Università ecclesiastiche”. “Caro Padre – ha concluso p. Di Luccio -, le posso dire che tutti, studenti, docenti, amici coinvolti nella preparazione di questo Convegno hanno collaborato generosamente, in modo operoso, silenzioso e discreto, mostrando un desiderio e un’attitudine di conversione ― dall’egoismo all’Amore umile, gratuito e reciproco che è dono dello Spirito santo. Gli studenti, come Lei sa, hanno composto una bella preghiera per prepararsi al Convegno esprimendo così il desiderio della conversione e del rinnovamento al quale Lei ci invita e ci incoraggia in tanti modi”.

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