Csm: Mattarella, servono “trasparenza e rispetto rigoroso delle regole”. “Necessarie modifiche normative e riforme”

(Foto: Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Tutta l’attività del Consiglio, ogni sua decisione sarà guardata con grande attenzione critica e forse con qualche pregiudiziale diffidenza. Non può sorprendere che sia così e occorre essere ancor più consapevoli, quindi, dell’esigenza di assoluta trasparenza, e di rispetto rigoroso delle regole stabilite, nelle procedure e nelle deliberazioni”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’assemblea plenaria straordinaria del Csm in corso a Palazzo dei Marescialli dopo lo scandalo legato alle nomine in diverse Procure italiane.
“Occorre far comprendere – ha proseguito il Capo dello Stato – che la Magistratura italiana – e il suo organo di governo autonomo, previsto dalla Costituzione – hanno al proprio interno gli anticorpi necessari e sono in grado di assicurare, nelle proprie scelte, rigore e piena linearità”.
Ricordando che “indipendenza e totale autonomia dell’Ordine giudiziario sono principi basilari della nostra Costituzione e rappresentano elementi irrinunziabili per la Repubblica”, Mattarella ha rimarcato come “la loro affermazione è contenuta nelle norme della Costituzione ma il suo presidio risiede nella coscienza dei nostri concittadini e questo va riconquistato”. “Potrà avvenire – e confido che avverrà – anzitutto sul piano, basilare e decisivo, dei comportamenti”. Il Capo dello Stato ha poi parlato di “modifiche normative, ritenute opportune e necessarie, in conformità alla Costituzione” precisando che “la Costituzione non gli attribuisce il compito di formulare ipotesi o avanzare proposte” circa “riforme sui temi della giustizia e dell’ordinamento giudiziario in cui il Parlamento e il Governo saranno impegnati”.
“La giustizia è amministrata in nome del popolo italiano e in base alla Costituzione e alla legge: queste indicazioni riguardano anche il Consiglio superiore della magistratura. Questo – ha concluso – è l’impegno che al Consiglio chiede la Comunità nazionale ed è il dovere inderogabile che tutti dobbiamo avvertire”.

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