Lotta alla droga: Squillaci (Fict), “il sistema ufficiale riesce a rispondere solo a dipendenze classiche, una parte minoritaria del fenomeno”

“È necessaria un’azione urgente e unitaria nel settore delle dipendenze da sostanze e da alcol perché, purtroppo, i ‘boschetti della droga’ sono dietro l’angolo e in ogni città. Un fenomeno che purtroppo riguarda sempre più persone e sempre più giovani”. Lo ha detto, oggi, Luciano Squillaci, presidente della Fict, intervenendo al convegno “Il futuro del sistema dei servizi a 30 anni dal Dpr 309/90”, svoltosi presso la Camera dei deputati.
“Da tempo – ha affermato Squillaci – chiediamo attenzione e un piano educativo integrato, continuativo e con finanziamenti stabili che coinvolga tutte le agenzie del territorio. E, invece, i progetti e le azioni di sostegno e di carattere educativo nelle scuole a favore dei giovani diminuiscono”. “Dall’Osservatorio dei Centri Fict che conta ben oltre 600 servizi dislocati su tutto il territorio – ha aggiunto – nell’ultimo anno abbiamo avuto un calo del 26% di interventi territoriali tesi all’educazione e alla prevenzione di comportamenti devianti, soprattutto a causa di un progressivo disinvestimento in progetti nelle scuole”.
Per Squillaci, “la penuria di progettualità politica, di investimenti sulla prevenzione e sulla cura sta rischiando di farci diventare inefficaci nel sistema educativo dei giovani. Una società, che non si prende cura dei propri figli, è destinata a spegnersi”.
In Italia, la denuncia, “460mila persone hanno bisogno di trattamento terapeutico per una dipendenza, ma solo 140mila vengono intercettati dai servizi, ovvero una persona su 3. E di questi 120mila usano eroina come sostanza primaria. Parliamo di servizi in generale, perché poi in particolare agli enti del privato sociale, almeno per le vie canoniche, arriva solo il 10% dell’utenza. Il sistema ufficiale, oggi, riesce a rispondere solo alle dipendenze classiche, accogliendo una parte minoritaria del fenomeno”.
Il presidente della Fict ha ricordato: “Droga, alcol, azzardopatia, le nuove droghe, il cyberbullismo e le nuove cosiddette ‘solitudini virtuali’ sono al centro del nostro agire. Per questo è fondamentale avere un sistema di cura e riabilitazione, garantito su tutto il territorio nazionale, centrato sulla persona e non sulla sostanza, capace di rispondere ai bisogni mutevoli del fenomeno, fondato sul diritto di scelta del cittadino-utente e sulla pari dignità tra il pubblico ed il privato sociale”.
“La ‘re-istituzione’ del Fondo nazionale per la lotta alla droga, introdotto dalla 45/99 e poi confluito, o meglio sparito, nel fondo indistinto per le politiche sociali – ha concluso Squillaci – è ormai divenuto elemento imprescindibile per garantire percorsi educativi strutturati e non interventi spot. Su questo punto insieme alle altre reti nazionali proponiamo, ad esempio, per finanziare il fondo, l’utilizzo del 30% delle risorse che ogni anno vengono confiscate alla criminalità organizzata”.

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