Yemen: Lowcock (Onu), “conflitto sempre più violento. Se non fermato in tempo avremo 500.000 vittime”

E’ la peggiore crisi umanitaria al mondo e il conflitto diventa sempre più violento. Se non sarà fermato in tempo nel 2022 si rischia di avere 500.000 morti, tra cui 300.000 a causa della fame e della mancanza di cure mediche. Le prime vittime, triplicate in questi ultimi mesi, sono i bambini. E’ il grido d’allarme lanciato il 17 giugno da Mark Lowcock, sottosegretario generale Onu per gli affari umanitari e coordinatore degli aiuti di emergenza in Yemen, davanti al Consiglio di sicurezza dell’Onu. A quattro anni dall’inizio della guerra sono stati 70.000 i morti, 24 milioni di persone (l’80% della popolazione) hanno bisogno di assistenza e protezione. Oltre 10 milioni non riescono a sopravvivere senza aiuti alimentari d’emergenza. Gli sfollati sono 3 milioni e 300 mila. Lo scorso anno più di 100 ospedali e scuole sono stati colpiti da azioni di guerra. 600 attacchi al mese riguardano strutture civili. Ci sono 30 fronti di guerra aperti, dove combattono le parti in conflitto: gli insorti huthi e la coalizione a guida saudita che appoggia le forze leali al governo ufficiale. “Lo Yemen sta diventando sempre più violento e il conflitto peggiora, anziché migliorare”, denuncia Lowcock: “I combattimenti hanno costretto quest’anno 250.000 persone a lasciare le proprie case. Le uccisioni e i ferimenti dei bambini sono più che triplicati dagli ultimi 4 mesi del 2018 e i primi 4 del 2019. In questi ultimi giorni abbiamo visto un pericoloso e riprovevole aumento di attacchi sull’Arabia Saudita, e bombardamenti aerei su Sana’a e altre zone”.  Lo scenario sociale vede una economia devastata (-40%), e un aumento del 50% di persone bisognose di assistenza rispetto a prima della guerra. Un quarto dei bambini sono malnutriti, il 40% ha dovuto smettere di andare a scuola. Le precarie condizioni igieniche hanno portato alla diffusione di una epidemia di colera con 364.000 casi sospetti e 639 morti dall’inizio del 2019. Il funzionario Onu richiama la comunità internazionale alle proprie responsabilità: “Quest’anno abbiamo bisogno di 4,2 miliardi di dollari ma ne abbiamo ricevuti solo 1,15 (il 27%)”. La Conferenza internazionale dei donatori a Ginevra a febbraio si era impegnata per 2,6 miliardi di dollari. Soldi che non sono ancora arrivati. Lowcock elenca altre quattro priorità: cessate il fuoco immediato, ingresso di aiuti umanitari bloccati da impedimenti burocratici, misure per sostenere l’economia yemenita e “progressi significativi verso la pace”.

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