Migranti: Boca (Caritas italiana), “organizzazioni non possono essere caricate di responsabilità, governo faccia la sua parte”

“I corridoi umanitari non possono essere l’unico strumento legale per entrare in Italia in modo legale e sicuro. Il governo italiano deve individuare politiche di governance per le persone che chiedono protezione e assistenza e avviare un processo che consenta di favorire gli ingressi in maniera legale. Le organizzazioni e gli enti del terzo settore non possono essere caricate, a proprie spese, di responsabilità che devono essere una prerogativa governativa. Il governo deve fare la sua parte, nel rispetto delle direttive internazionali e della Convenzione di Ginevra”: lo ha affermato oggi Caterina Boca, dell’ufficio politiche migratorie e protezione internazionale di Caritas italiana, durante la presentazione a Roma dei Global trends 2018, i dati globali sull’immigrazione a cura dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra il 20 giugno. Boca ha ricordato che dal settembre 2015 ad oggi (quando Papa Francesco lanciò l’appello ad accogliere i profughi a parrocchie e comunità), sono state portate in Italia 500 persone con i corridoi umanitari, principalmente dall’Etiopia. Si tratta di eritrei, somali, sud sudanesi in fuga da persecuzioni e conflitti, che vivevano da anni in campi profughi in condizioni di grande vulnerabilità. Il dato globale dei 70,8 milioni di persone in fuga del mondo, ha commentato Boca al Sir, “è preoccupante perché in continuo aumento. Mentre gli ingressi, in Italia in particolare, continuano ad essere sempre più difficili”. Caritas italiana “ha contribuito in questi anni a favorire ingressi legali e sicuri e in dignità per molte persone accolte nei campi profughi in Etiopia e in Giordania. Ci auguriamo che questo sia un progetto e rimanga tale e che il governo avvii un processo che consenta di favorire gli ingressi in maniera legale senza chiedere solo ed esclusivamente l’assistenza delle organizzazioni e gli enti di tutela ma individuando politiche di governance per le persone che chiedono protezione e assistenza all’Italia”. Durante l’incontro Caritas italiana ha distribuito a tutti i presenti le coperte termiche che usano i migranti appena sbarcati, oggetto simbolico della campagna “Io accolgo” portata avanti da 42 organizzazioni della società civile “per raccontare i tanti presidi sanitari, sociali, di legalità che già esistono, nonostante il fenomeno sia raccontato in maniera ostile”.

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