Diocesi: Bari, anniversario casa Ain Karem. Suor Giaretta (Casa Rut), “tutto deve essere fatto con amore e incrociando lo sguardo dell’altro”

“Tutto deve essere fatto con la logica dell’amore. È importante capire che oggi abbiamo bisogno di recuperare umanità, per questo dobbiamo incrociare il nostro sguardo con quello di Dio che è amore. Come? Incrociando lo sguardo delle persone delle nostre comunità. Lo sguardo è vita”. Queste le parole di suor Rita Giaretta, fondatrice di Casa Rut a Caserta per l’accoglienza di donne vittime di tratta, ieri sera a Bari in occasione del primo anniversario di Casa Ain Karem, struttura gestita dalla Caritas diocesana del capoluogo pugliese che ospita e accoglie donne in difficoltà economica e familiare. “Girando incontravamo ragazze per la strada e il loro sguardo era un pugno nello stomaco per noi, come donne e consacrate. Quegli sguardi che incrociavamo – ha spiegato suor Rita, che in quasi 25 anni ha accolto più di 600 donne vittime di tratta e nella cui casa sono nati quasi 80 bambini – erano richieste di aiuto. Per questo il nostro compito è andare noi da loro, far capire che noi ci siamo. E dopo il primo incontro, quasi 25 anni fa, quando le ragazze si sono aperte con noi, queste hanno costretto noi ad aprire il nostro cuore. Queste ragazze hanno rivoluzionato la nostra vita di donne, ci hanno insegnato a vivere la nostra femminilità e la nostra fede”. Il percorso, giunto fino ad oggi, di laici, religiosi, padri e madri all’interno di Casa Rut “ha un unico obiettivo: generare cuori, generare speranze. E la liberazione per queste ragazze arriva davvero quando si dona loro una identità sentendo che possono riprendere un cammino di speranza”.

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