Bambini e ragazzi: garante infanzia, “manca raccolta dati su violenza subita”

La violenza sull’infanzia è il secondo cantiere aperto indicato oggi dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nella Relazione al parlamento sulle attività svolte nel 2018. Alla presenza di Sergio Mattarella e Roberto Fico, Filomena Albano ha ricordato che “nel nostro Paese continua a mancare una raccolta dati sulla violenza all’infanzia”. Lo stesso rilievo è stato più volte mosso dall’Autorità garante, la quale ha presentato “una proposta operativa per introdurre una classificazione chiara delle violenze. Un sistema nazionale di monitoraggio è indispensabile per prevenire e per contrastare gli abusi in modo mirato”. Allo stesso tempo “occorre riavviare i lavori dell’Osservatorio nazionale per il contrasto della pedofilia e della pedopornografia”. A fronte poi della frammentazione di competenze e di livelli territoriali di gestione “serve una strategia generale, che preveda anche attività di formazione di chi opera a contatto con l’infanzia per intercettare i segnali di violenza e segnalarli”. Bisogna intensificare pure “gli interventi in favore delle famiglie fragili in particolare attraverso la diffusione dell’home visiting”. Non da ultimo “le istituzioni devono investire nella sensibilizzazione diffusa per la costruzione di una cittadinanza attiva e solidale”.
Altra questione cruciale l’attuazione della legge approvata a gennaio 2018 sugli orfani di crimini domestici. Per l’Agia, “il fenomeno impone anche l’introduzione di una serie di misure urgenti, economiche e sociali, a tutela di bambini e ragazzi che sono due volte vittime. Chiesta l’adozione del regolamento ministeriale per l’utilizzo del fondo previsto dalla legge”. Bisogna poi riconoscere a nonni, zii o agli altri affidatari “un contributo economico, a prescindere dal territorio nel quale essi risiedono”. Andrebbero infine attivate campagne di formazione specifica per gli operatori impegnati nelle varie fasi del recupero post trauma e assicurato, da parte dei servizi sociali, adeguato sostegno psicologico per i piccoli. L’Autorità garante realizzerà un documento di studio e di proposta in materia di orfani di crimini domestici nel 2020.

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