Bambina colpita da tetano: Villani (Sip), “vittima dell’ignoranza e della superficialità”

“I pediatri italiani sono vicini alla bambina colpita da tetano che sta lottando per la vita e le augurano di guarire senza esiti. Questa bambina è vittima dell’ignoranza e della superficialità. La Sip continuerà a impegnarsi per diffondere la cultura vaccinale e promuovere sempre e con impegno l’opportunità per ogni bambino di essere vaccinato per le vaccinazioni previste nel Pnpv e nei Lea. Infine un sentito ringraziamento ai medici dell’ospedale di Verona per la loro professionalità e il loro impegno”. Lo dichiara il presidente della Società italiana di pediatria (Sip), Alberto Villani, in merito alla vicenda della bambina di 10 anni non vaccinata e colpita dal tetano e ricoverata in rianimazione a Verona.
“Il tetano è una malattia infettiva acuta non contagiosa causata dal batterio Clostridium tetani. Si tratta di un bacillo che cresce solo in assenza di ossigeno (cioè è anaerobio), ed è presente in natura sia in forma vegetativa, sia sotto forma di spore (forma dormiente)”, spiega, in una nota, Laura Cursi dell’Uoc Pediatria generale e Malattie infettive del Dipartimento di Medicina pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù. “La presenza nell’ambiente delle spore tetaniche rende impossibile l’eliminazione della malattia. Quindi ogni individuo non adeguatamente vaccinato è potenzialmente a rischio di contrarre questa infezione”, prosegue la dottoressa, che spiega: “La prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione, prevista in Italia per tutti i nuovi nati.
In Italia, infatti, la vaccinazione antitetanica è stata resa obbligatoria dal 1938 per i militari, dal 1963 per i bambini nel secondo anno di vita e per alcune categorie professionali considerate più esposte a rischio di infezione (lavoratori agricoli, allevatori di bestiame, ecc). Dal 1968 la somministrazione è stata anticipata al primo anno di vita e il calendario vaccinale vigente prevede la somministrazione di tre dosi al terzo, quinto e dodicesimo mese di età. Una dose di richiamo viene eseguita nel sesto anno e un’altra a 14 anni “. La durata della protezione nel tempo è di almeno 10 anni ed è ulteriormente garantita dall’esecuzione dei richiami.
In genere “le ferite superficiali, se ben disinfettate, non espongono a rischio di tetano. Se la ferita è profonda o necrotica (con cellule morenti) questa condizione potrebbe esporre a rischio di contrarre il tetano, in questo caso contattare immediatamente il medico o recarsi in Pronto soccorso”.
“Le reazioni avverse al vaccino antitetanico che si manifestano più frequentemente sono generalmente lievi e comprendono la comparsa di gonfiore e rossore nel punto dove viene effettuata l’iniezione, che scompaiono entro due o tre giorni nel 25% dei casi. Più raramente (circa nel 3% dei casi) si possono verificare reazioni locali più estese e dolorose che si manifestano a cominciare da 2-8 ore dopo l’iniezione e sono riportate generalmente negli adulti che hanno ricevuto frequenti richiami. Raramente compaiono reazioni generali come febbre e malessere generale. Una reazione allergica grave da vaccino (anafilassi, sindrome di Guillain Barrè, neurite brachiale) è molto rara”, precisa Cursi.

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