Russia: conferenza pastorale “Il futuro delle nostre parrocchie”. Passare “dalla conservazione della fede all’annuncio”

“Venticinque anni dopo il ripristino delle sue strutture (13 aprile 1991), la Chiesa cattolica in Russia è entrata in una nuova fase del suo sviluppo”. Così comincia il documento di lavoro “Il futuro delle nostre parrocchie”, frutto della riflessione di comunità e parrocchie moscovite, sintetizzate da un gruppo ad hoc. Sul documento si stanno confrontando a Vilnius un centinaio di partecipanti alla conferenza diocesana moscovita. “La prima parte di questi venticinque anni è stata dedicata alla crescita attiva e intensa, al ripristino delle condizioni necessarie per il normale funzionamento di un corpo ecclesiale”, con “grandi e non sempre giustificate speranze per un rapido e semplice processo di rinascita”. Pietra miliare: l’11 febbraio 2002 e la creazione delle quattro diocesi russe. C’è stato poi il periodo “dell’appropriazione e della conservazione delle strutture create nel periodo della rinascita”, insieme al “discernimento su quanto ciò che era stato creato corrispondesse realmente alla realtà della Chiesa locale e quanto imitasse modelli di altri Paesi, solo parzialmente adatti alle condizioni locali”. “Lo spazio fisico occupato dalla Chiesa cattolica in Russia era stato riempito”, si legge nel testo, “ma il significato della sua presenza ha continuato a non essere completamente chiaro”. La terza fase della vita della Chiesa cattolica in Russia, che corrisponde all’oggi, porta in sé la necessità di passare “dalla conservazione della fede all’annuncio”, sapendo che “non si tratta solo di fare sforzi maggiori, ma di compiere sforzi in un modo radicalmente diverso, in un paradigma diverso, in cui tutto è guidato non dall’autoconservazione delle strutture ecclesiastiche, ma dalla gioiosa proclamazione del Vangelo di Gesù Cristo”.

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