Ecuador: sentenza su matrimonio egualitario, nasce un Comitato nazionale di resistenza civile che mette insieme 39 sigle. Sabato a Guayaquil la prima manifestazione pubblica

Un appello alla “resistenza civile” in difesa del matrimonio, della famiglia naturale e della vita” arriva da 39 associazioni e organizzazioni ecuadoriani, in seguito alla sentenza attraverso la quale la Corte costituzionale ha introdotto il matrimonio egualitario e, di conseguenza, le nozze tra coppie omosessuali. Tra le organizzazioni, autocostituitesi nel Comitato nazionale di resistenza civile, appaiono sigle “pro life”, movimenti formati da famiglie e genitori, ong, associazioni che operano in difesa dei diritti umani, gruppi giovanili, realtà confessionali, laiche, di altre Chiese cristiane.
Le organizzazioni definiscono la sentenza una “grave minaccia” alla Costituzione dell’Ecuador, che provoca “una grave insicurezza giuridica”. Da qui la decisa condanna alla risoluzione della Corte costituzionale, “che viola l’articolo 67 della Costituzione in modo arbitrario”. Il cartello delle associazioni rende così noto, attraverso il comunicato, un calendario di azioni e manifestazioni pubbliche. Oggi, alle 11, verrà presentato un ricorso alla Corte costituzionale contro la sentenza. Sabato prossimo, 22 giugno alle ore 10, si terrà una pubblica manifestazione per le strade di Guayaquil; martedì 25 sarà la volta di una marcia indigena; sabato 29 giugno ci sarà una grande marcia civile per la difesa del matrimonio e della vita. Le organizzazioni auspicano, infine, l’organizzazione di altre iniziative a livello locale.
Il comunicato prosegue annunciando: “Arriveremo fino a dove ci sarà permesso dalle leggi ecuadoriane, compreso un referendum popolare”. Infine, il Comitato nazionale chiede che in ogni città si costituisca un “Comitato di resistenza civile”.

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