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Sinodo sull’Amazzonia: Instrumentum laboris, diventata “corridoio migratorio”, famiglie “destabilizzate”

“L’Amazzonia è tra le regioni con la maggiore mobilità interna e internazionale in America Latina”. È quanto si legge nell’Instrumentum laboris del Sinodo sull’Amazzonia, diventata di fatto “un corridoio migratorio”, con migrazioni che avvengono tra Paesi amazzonici, come l’ondata crescente migrazione dal Venezuela, o verso altre regioni, come il Cile e l’Argentina. “Il movimento migratorio, trascurato tanto politicamente quanto pastoralmente, ha contribuito alla destabilizzazione sociale delle comunità amazzoniche”, l’analisi del testo: “Le città della regione, che ricevono in modo permanente un gran numero di persone che migrano verso di loro, non sono in grado di fornire i servizi essenziali di cui i migranti hanno bisogno. Questo ha portato molte persone a vagare e a dormire nei centri urbani senza lavoro, senza cibo, senza riparo. Tra questi molti appartengono a popoli indigeni costretti ad abbandonare le loro terre”. In questo contesto, “le città sembrano essere una terra senza padrone”, e questo fenomeno “destabilizza, tra l’altro, le famiglie quando uno dei genitori parte in cerca di lavoro in luoghi lontani, lasciando i figli e i giovani a crescere senza la figura paterna e/o materna. Anche i giovani si spostano in cerca di occupazione o sottoccupazione per aiutare a mantenere ciò che resta della famiglia, abbandonando gli studi primari, sottoponendosi a ogni tipo di abuso e sfruttamento. In molte regioni dell’Amazzonia, questi giovani sono vittime del traffico di droga, della tratta di esseri umani o della prostituzione maschile e femminile”. “L’omissione da parte dei governi dell’attuazione di politiche pubbliche di qualità per le zone interne, soprattutto nel campo dell’istruzione e della salute, permette a questo processo di mobilità di aumentare ogni giorno di più”, la denuncia dell’Instrumentum laboris: “Anche se la Chiesa ha accompagnato questo flusso migratorio, ha lasciato all’interno dell’Amazzonia delle lacune pastorali che devono essere colmate”. Tra le proposte, quella di “promuovere l’integrazione tra migranti e comunità locali nel rispetto della propria identità culturale”, come indica Papa Francesco.

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