Papa a Camerino: messa in piazza Cavour, “vieni, Spirito, a dare il senso di questa tragedia”. “Ci vuole più forza per riparare che per costruire, per ricominciare che per iniziare, per riconciliarsi che per andare d’accordo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Vieni Spirito consolatore, vieni a darci un po’ di luce, a darci il senso di questa tragedia, a darci la speranza che non delude. Vieni, Santo Spirito!”. E’ la preghiera pronunciata a braccio dal Papa, durante l’omelia della Messa celebrata ieri a Camerino in piazza Cavour. “Quando siamo tribolati o feriti – e voi sapete bene cosa significa essere tribolati o feriti – siamo portati a ‘fare il nido’ attorno alle nostre tristezze e alle nostre paure. Lo Spirito invece ci libera dai nostri nidi, ci fa spiccare il volo, ci dischiude il destino meraviglioso per il quale siamo nati. Lo Spirito ci nutre di speranza viva. Invitiamolo. Chiediamogli che venga in noi e si farà vicino”. “Oggi celebriamo la Santissima Trinità”, ha sottolineato il Papa a proposito della terza parola attorno a cui si è articolata la sua omelia: “vicinanza”. “La Trinità non è un rompicapo teologico, ma lo splendido mistero della vicinanza di Dio”, ha spiegato Francesco: “La Trinità ci dice che non abbiamo un Dio solitario lassù in cielo, distante e indifferente; no, è Padre che ci ha dato il suo Figlio, fattosi uomo come noi, e che per esserci ancora più vicino, per aiutarci a portare i pesi della vita, ci manda il suo stesso Spirito. Lui, che è Spirito, viene nel nostro spirito e così ci consola da dentro, ci porta nell’intimo la tenerezza di Dio”. “Con Dio i pesi della vita non restano sulle nostre spalle”, ha garantito Francesco: “Lo Spirito, che nominiamo ogni volta che facciamo il segno della croce proprio mentre tocchiamo le spalle, viene a darci forza, a incoraggiarci, a sostenere i pesi. Infatti è specialista nel risuscitare, nel risollevare, nel ricostruire”. “Ci vuole più forza per riparare che per costruire, per ricominciare che per iniziare, per riconciliarsi che per andare d’accordo”, il riferimento al terremoto: “Questa è la forza che Dio ci dà. Perciò chi si avvicina a Dio non si abbatte, va avanti: ricomincia, riprova, ricostruisce”. “Anche soffre, ma riesce a ricominciare a riprovare a ricostruire”, ha aggiunto a braccio.

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