Papa a Camerino: messa in piazza Cavour, “sono passati quasi tre anni e il rischio è che l’attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Sono venuto oggi per starvi vicino; sono qui a pregare con voi Dio che si ricorda di noi, perché nessuno si scordi di chi è in difficoltà”. Lo ha assicurato il Papa agli abitanti di Camerino, simbolo ieri di tutti i territori del Centro Italia colpiti tre anni fa dal terremoto. “Prego il Dio della speranza, perché ciò che è instabile in terra non faccia vacillare la certezza che abbiamo dentro”, ha proseguito Francesco: “Prego il Dio Vicino, perché susciti gesti concreti di prossimità”. Poi l’appello per la ricostruzione: “Sono passati quasi tre anni e il rischio è che, dopo il primo coinvolgimento emotivo e mediatico, l’attenzione cali e le promesse vadano a finire nel dimenticatoio, aumentando la frustrazione di chi vede il territorio spopolarsi sempre di più”. “Il Signore invece spinge a ricordare, riparare, ricostruire, e a farlo insieme, senza mai dimenticare chi soffre”, l’invito rivolto al futuro: “Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi? Dio che si ricorda di noi, Dio che guarisce le nostre memorie ferite ungendole di speranza, Dio che ci è vicino per risollevarci da dentro, ci aiuti a essere costruttori di bene, consolatori di cuori”. ”Ciascuno può fare un po’ di bene, senza aspettare che siano gli altri a cominciare”, ha concluso il Papa: “Incomincio io, incomincio io, incomincio io, incomincio io…ciascuno deve dire”, ha aggiunto a braccio: “Ciascuno può consolare qualcuno, senza aspettare che i suoi problemi siano risolti”. “Anche portando la mia croce, io cervo di avvicinarmi per consolare gli altri”, ha proseguito ancora fuori testo. “Che cosa è mai l’uomo? È il tuo grande sogno, Signore, di cui ti ricordi sempre”, la preghiera finale a braccio: “Non è facile capirlo in queste circostanze, Signore. Gli uomini si dimenticano di noi, non ricordano questa tragedia, ma tu, Signore, non ti dimentichi. L’uomo è il tuo grande sogno, Signore, di cui ti ricordi sempre. Fa’ che anche noi ci ricordiamo di essere al mondo per dare speranza e vicinanza, perché siamo figli tuoi, il Dio di ogni consolazione”.

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