This content is available in English

Norvegia: mons. Eidsvig (Oslo), “ragazze alla pari non sono manodopera a basso costo”. Regole chiare contro lo sfruttamento

Prende la parola il vescovo di Oslo Bernt I. Eidsvig circa le irregolarità nei rapporti di lavoro con le ragazze “alla pari” nelle famiglie norvegesi. Dopo il recente caso che ha coinvolto il ministro della giustizia Jøran Kallmyr, il quale aveva in casa propria una ragazza filippina senza regolare contratto di lavoro, in una nota apparsa sul sito della diocesi di Oslo, il vescovo “incoraggia le autorità politiche e il Dipartimento per l’immigrazione a rivedere i regolamenti e le pratiche per le ragazze straniere alla pari”. Le ragazze “possono facilmente finire in situazioni vulnerabili e molte di loro – filippine, ma anche ucraine, brasiliane, tailandesi e altre – non hanno sempre buoni sistemi di sostegno intorno a loro”. Ai centri “Caritas Au Pair” lo scorso anno si sono rivolte circa 1.800 ragazze, per dieci di loro si trattava di casi gravi di sfruttamento. Servono “una serie di regole e pratiche” che siano chiare e che non rendano difficile allontanarsi da una famiglia ospitante nei casi di sfruttamento”, secondo mons. Eidsvig. Il vescovo ricorda anche che queste ragazze “sono qui per imparare e acquisire esperienza dall’Europa. Non sono manodopera a basso costo, né domestiche per le famiglie ricche”. Poiché molte delle ragazze alla pari sono filippine e sono cattoliche, rappresentano anche un “arricchimento per le comunità locali. È mia responsabilità che ricevano la cura e il sostegno pastorale di cui hanno bisogno”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo