Instrumentum laboris Sinodo sull’Amazzonia: mons. Fabene, “valutare l’istituzione di nuovi ministeri” per i laici. “Non si parla di diaconato femminile”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Valutare l’istituzione di nuovi ministeri”, per “valorizzare il ruolo dei laici rendendoli più protagonisti di una Chiesa in uscita”. Così mons. Fabio Fabene, sottosegretario del Sinodo dei vescovi, ha sintetizzato il tema delle “ministerialità laicale”, trattato nell’ultima parte dell’Instrumentun laboris per il Sinodo sull’Amazzonia. Nel testo, ha sottolineato il relatore nella conferenza stampa di presentazione in sala stampa vaticana, “ci si domanda quale ministero ufficiale possa essere conferito alla donna”. “Nel documento non si parla del diaconato femminile, dal momento che il Papa si è già espresso in proposito nell’Assemblea delle Superiore generali, dichiarando che il tema necessita di ulteriore approfondimento”, ha precisato Fabene, ricordando che “la Commissione di studio appositamente istituita nel 2016 non ha raggiunto un parere unanime sulla questione”. Altro problema urgente “è la sofferenza provocata dall’assenza dell’Eucaristia in molte comunità amazzoniche, specialmente nelle zone remote, a causa della scarsità di sacerdoti”. A questo proposito, ha sottolineato il sottosegretario del dicastero pontificio, l’Instrumentun laboris richiama il principio secondo cui “la Chiesa fa l’Eucaristia e l’Eucaristia fa la Chiesa”: per questo si suggerisce innanzitutto “un rilancio della pastorale vocazionale che favorisca le vocazioni autoctone, in modo che vi siano sacerdoti adeguatamente preparati che non siano solo di passaggio ma stabilmente presenti tra i fedeli”. “Accanto a questo suggerimento, vi è anche quello di studiare la possibilità di trovare elementi nuovi oggettivi e ulteriori criteri validi per poter assicurare la celebrazione dei sacramenti”, ha concluso Fabene.

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