I Teatri del Sacro: Perugini (Cei), “a teatro per fare comunità”

“‘I Teatri del Sacro’ quest’anno compiono due importanti compleanni. Da un lato il decennale di attività (dal 2009) con più di 100 spettacoli e oltre 1.000 repliche, dall’altra la sesta edizione, che testimoniano come il Festival sia riuscito ad imporsi come uno degli appuntamenti più interessanti e prestigiosi d’Italia”. Così si è espresso Sergio Perugini, Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei, aprendo la presentazione della rassegna biennale “I Teatri del Sacro”, dedicata ai temi della spiritualità e della tradizione religiosa, che si terrà dal 19 al 23 luglio ad Ascoli Piceno.
L’iniziativa è organizzata da Federgat in collaborazione con Acec, Fondazione Comunicazione e Cultura e l’Ufficio nazionale per le Comunicazioni sociali della Cei, con il sostegno del Mibac. Per l’edizione 2019 sono state selezionate due categorie spettacoli, per un totale di 10, a ingresso libero: Progetti teatrali di qualità e di innovazione di artisti e compagnie under 35, destinati per la prima volta alla scena; e produzioni già realizzate.
Perugini ha evidenziato l’importante ruolo che il Festival svolge nel quadro italiano “poiché in grado di portare lungo tutta la penisola dei momenti di confronto culturale e spirituale, in un’ottica che consente di uscire dalla logica centro-periferia”. “La Conferenza episcopale italiana – ha ribadito – ha scelto infatti di sostenere ‘I Teatri del Sacro’ perché crediamo che essi promuovano una vera azione culturale per i territori, capace di ascoltare anche le istanze che arrivano da essi”.
“È il Papa stesso – ha proseguito Perugini – a dirci, con il messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali, celebrata lo scorso 2 giugno, che dobbiamo passare dall’essere in rete al fare rete, dalle communities alle comunità perché la comunicazione deve essere finalizzata alla cultura dell’incontro”. “Ecco ‘I Teatri del Sacro’, vanno proprio in questa direzione, in quanto sono un’occasione per creare connessioni, per sentirsi parte di una comunità e per rimettere la cultura, strumento di crescita umana e sociale, al centro delle relazioni”.

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