Commercio: Malmström (Commissione Ue), “cresce il protezionismo”. Problemi da Cina, Usa, India

(Bruxelles) “Nel complesso contesto odierno, caratterizzato da un numero crescente di tensioni commerciali e di misure protezionistiche, l’Ue deve continuare a difendere gli interessi delle proprie imprese sui mercati mondiali”. Lo afferma con convenzione la commissaria Ue responsabile per il commercio, Cecilia Malmström, illustrando la nuova Relazione sugli ostacoli al commercio e agli investimenti, dalla quale emerge un “crescente protezionismo” su scala internazionale. Gli interventi resisi necessari in questo ambito da parte della Commissione hanno consentito di eliminare “123 ostacoli, con un conseguente aumento delle esportazioni per un valore di oltre 6 miliardi di euro nel 2018”. L’ultima edizione della Relazione sugli ostacoli al commercio individua 45 nuovi ostacoli agli scambi in Paesi al di fuori dell’Ue; “il totale ammonta alla cifra record di 425 misure attive in 59 Paesi diversi, con un costo annuale di vari miliardi di euro per le imprese europee”. Malmström sottolinea: “Lavorando su problemi specifici segnalati dalle nostre imprese, siamo riusciti ad apportare vantaggi economici di valore equivalente a quello reso possibile dagli accordi commerciali dell’Ue. Tali sforzi devono certamente proseguire”.
La Cina e la Russia, che hanno adottato rispettivamente 37 e 34 misure commerciali problematiche, “si trovano ai primi posti nell’elenco. Le maggiori ripercussioni sulle esportazioni dell’Ue derivano dalle misure introdotte dalla Cina, dagli Stati Uniti, dall’India e dall’Algeria”. Queste misure “riguardano l’80% di tutte le esportazioni dell’Unione interessate da nuovi ostacoli e si concentrano prevalentemente sui settori dell’acciaio, dell’alluminio e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic)”.

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