Bomba carta e stesa camorra a Miano: parroci, “mettere la parola fine a questa vergognosa forma di terrorismo”

“Non si può che restare sgomenti e indignati per quanto sta accadendo in questi giorni per le strade del nostro quartiere di Miano. Un inizio di settimana con la paura, ci siamo svegliati prima con l’esplosione di una bomba e poi dagli spari esplosi”. Lo denunciano, in un comunicato congiunto, i parroci di Miano (quartiere di Napoli), don Francesco Minervino, che è anche il responsabile dell’VIII decanato della diocesi di Napoli, e don Salvatore Cinque, dopo che intorno alle 4, stamattina, c’è stata una stesa con spari in aria e l’esplosione di una bomba carta, in via Teano, all’isolato 8. Tra le piste investigative per gli atti intimidatori nel quartiere Miano di Napoli, c’è quella che porta a un nuovo clan che sta cercando di conquistare lo spazio lasciato vuoto dalla cosca Lo Russo.
“Ma si può vivere così? Può un Paese civile lasciare un popolo in balia di bande di criminali? Che interessa ai cittadini sapere qual è in questo momento il clan vincente e quale quello perdente? Che interessa loro conoscere la mappa della camorra e i nomi dei camorristi? Alla gente semplice, onesta, perbene, interessa solo vivere in pace – sottolineano i parroci -. Ne ha tutto il diritto. Mentre allo Stato compete il dovere di assicurarlo”.
Don Minervino e don Cinque chiariscono: “A questa vergognosa forma di terrorismo, una volta per tutte, si deve mettere la parola fine. Con la stessa serietà, le stesse energie, lo stesso impegno che si spende per difenderci dal terrorismo internazionale”. E concludono: “Miano, al di là del disagio sociale è fatta, nella stragrande maggioranza, di gente onesta, laboriosa ed estremamente dignitosa, che merita il massimo rispetto da parte di tutti”.

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