Papa Francesco: esequie mons. Kalenga, “il pastore si congeda con una vita di obbedienza”

“Il pastore si congeda con la propria testimonianza: ‘Voi sapete come mi sono comportato con voi per tutto questo tempo. Questa è la mia vita – dice al gregge – giudicate voi’”. Lo ha detto Papa Francesco stamani nell’omelia della Messa esequiale di mons. Léon Kalenga Badikebele, nunzio apostolico in Argentina, morto nei giorni scorsi, che ha celebrato all’Altare della Cattedra della Basilica Vaticana. Un’omelia pronunciata a braccio incentrata sul congedo del pastore dal proprio gregge. “Il pastore si congeda con una vita di obbedienza a Dio: ‘Ed ecco dunque costretto dallo Spirito io vado da un’altra parte. C’è lo Spirito che mi ha portato e che mi porta’”. Nelle parole di Francesco il congedo è anche un distacco. È la testimonianza di chi “è abituato a non essere attaccato ai beni di questo mondo, a non essere attaccato alla mondanità”. Il congedo del pastore è anche profezia: “State attenti, state attenti perché ‘dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci’. Indica il cammino, come difendersi da soli senza il pastore”. Dopo aver indicato “il congedo del pastore”, che “san Paolo ha vissuto così fortemente a Mileto”, Francesco si è soffermato su un altro congedo: quello di Gesù, che è stato un “congedo di speranza”. “Gesù – ha aggiunto il Papa – ci dice: ‘vado a prepararvi un posto’. La vita insegna a congedarci, a fare dei passi per congedarci, piccoli congedi di cambio di missione, e il grande congedo alla fine. Che il Signore dia a tutti noi questa grazia: imparare a congedarci, che è una grazia del Signore”.

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