Cybersex: p. Cucci (La Civiltà Cattolica), “dipendenza insidiosa che atrofizza i processi cognitivi”

“Il cybersex è un virus che infetta la facoltà più alta dell’uomo: la sua intelligenza. Anzitutto a livello di immaginazione”. Lo scrive padre Giovanni Cucci in un approfondimento sul “cybersex” considerato una “dipendenza insidiosa” pubblicato nell’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”. “I siti frequentati finiscono per dominare la vita, lo studio, gli impegni di lavoro, le relazioni, lo svago, gli interessi, favorendo la tendenza a vedere le persone come corpi pornografici – ammonisce il gesuita -. Il dipendente trova sempre più difficoltà a vivere nella dimensione reale”. Nell’articolo di p. Cucci viene evidenziato, inoltre, come “l’eccitazione provocata dalla pornografa sul web ha un fortissimo impatto atrofizzante sui processi cognitivi”, sulla “memoria, la riflessione, la capacità di attenzione ed elaborazione critica, e quindi sulla libertà” dell’individuo. Tra le altre conseguenze indicate, anche la “spersonalizzazione del partner virtuale”. Citando alcuni studi, p. Cucci segnala che “l’accesso sempre più frequente a questi siti viene a erodere anche il desiderio e l’energia sessuale, con gravi conseguenze per il partner”. Infine, il “forte legame” tra pornografa e violenza. “Appare ancora più triste e opportunista la decisione a livello europeo, nel marzo 2013, di non bandirla dal web in tutte le sue forme”, chiosa il gesuita.

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