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Svezia: dal Consiglio delle Chiese no alla legge che limita permesso di residenza e ricongiungimenti familiari ai richiedenti asilo

L’ufficio di presidenza del Consiglio delle Chiese svedese ha scritto oggi una lettera ai membri del parlamento a pochi giorni del voto del 18 giugno su una possibile estensione della validità della legge del 2016 che limitava le possibilità di ottenere la residenza in Svezia e i ricongiungimenti familiari per richiedenti asilo. Nella lettera, che invita i membri del Riksdag a votare contro l’estensione della legge, si legge che “quando nel 2016 è stata introdotta la legge sulla restrizione, l’intenzione dichiarata dal governo era di ridurre il numero degli arrivi di richiedenti asilo in Svezia. È indiscutibile che questo numero sia diminuito, ma il nesso causale tra l’introduzione della legge e il numero nettamente in calo dei richiedenti asilo è tutt’altro che chiaro”. Sarebbe infatti legato ad altri fattori, come la chiusura della rotta dei Balcani occidentali e l’accordo Ue-Turchia. Secondo i leader delle Chiese la legge in questione avrebbe avuto “molte altre conseguenze negative” sulle possibilità di “una buona integrazione”, proprio per aver di fatto sostituito i permessi di soggiorno permanenti con permessi a “scadenza”, aver posto severi limiti ai ricongiungimenti famigliari e aver ridotto i diritti dei richiedenti asilo ad aiuti economici e sociali. Le Chiese sostengono quindi il no a un’estensione della legge, il ritorno alla legge ordinaria legge per lavorare negli anni a venire a una nuova legislazione.

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