Aumento morti sul lavoro: card. Bassetti (Cei), “regole in materia di sicurezza ancora inapplicate”

“Come non indignarsi per le morti sul lavoro, quando per l’uomo il lavoro è vita, crescita, sicurezza e serenità per se stesso e per la propria famiglia, e sviluppo e benessere per l’intera società”. Così l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, sui dati sulle morti e sugli infortuni sul lavoro diffusi dall’Inail, relativi al primo quadrimestre 2019, aumentati a livello nazionale rispetto allo stesso periodo del 2018 (+ 5,9% le morti, + 2,4% gli infortuni). L’Umbria detiene il primato di regione con il maggiore incremento di morti (+ 22%) e di infortuni (+ 8%) sul lavoro rispetto all’anno precedente. Le morti sono state 9 (6 in provincia di Perugia e 3 in quella di Terni) da gennaio ad aprile 2019, una ogni quindici giorni, tutte di cittadini italiani, 5 sul luogo di lavoro e 4 lungo il percorso da casa al lavoro. “Sono dati che tolgono il fiato – osserva il cardinale –, perché testimoniano quanto si è ancora distanti dall’applicare le regole in materia di sicurezza sul lavoro”. Il presidente della Cei lo considera “un fenomeno generalizzato un po’ in tutto il Paese, quello di impiegare spesso i lavoratori senza gli adeguati sistemi di sicurezza, ma come evidenziano le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, i numeri nella nostra regione sono ‘drammatici’. Purtroppo – aggiunge – non solo si continua a morire di lavoro, addirittura sono aumentate le morti bianche. È un fenomeno drammatico e, al tempo stesso, inquietante che deve fare riflettere le istituzioni e gli organismi preposti in materia, soprattutto i datori di lavoro, che sono tenuti a fare lavorare in sicurezza i loro dipendenti, e questi ultimi a rivendicare il diritto al lavoro in condizioni sicure”. Infine, il porporato afferma che “anche la Chiesa è chiamata a fare la sua parte” e ricorda che “da due mesi è attivo l’’Osservatorio Etica del lavoro e dell’impresa’ promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale dei problemi sociali e il lavoro”.

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