Papa in Bulgaria: alla comunità cattolica, “siate una casa dalle porte aperte”

“Essere una casa dalle porte aperte, sulle orme di Cirillo e Metodio, oggi richiede anche di saper essere audaci e creativi per domandarsi come si possa tradurre in modo concreto e comprensibile alle giovani generazioni l’amore che Dio ha per noi”. È l’invito rivolto dal Papa alla comunità cattolica bulgara nella Chiesa di San Michele Arcangelo a Rakovsky. “Una grande tentazione che affrontano le nuove generazioni è la mancanza di radici che le sostengano, e questo le porta allo sradicamento e a una grande solitudine. I nostri giovani – ha spiegato Francesco -, nel momento in cui si sentono chiamati ad esprimere tutto il potenziale in loro possesso, molte volte restano a metà strada a causa delle frustrazioni o delle delusioni che sperimentano, poiché non hanno radici su cui appoggiarsi per guardare avanti. E questo aumenta quando si vedono obbligati a lasciare la propria terra, la propria patria, la propria famiglia”. “Non abbiamo paura di accettare nuove sfide, a condizione che ci sforziamo con ogni mezzo di far sì che la nostra gente non venga privata della luce e della consolazione che nascono dall’amicizia con Gesù, di una comunità di fede che la sostenga e di un orizzonte sempre stimolante e rinnovatore che le dia senso e vita”, ha concluso il Papa: “Non stancatevi di essere una Chiesa che continua a generare, in mezzo alle contraddizioni, ai dolori e alle povertà, i figli di cui questa terra ha bisogno oggi agli inizi del XXI secolo, tenendo un orecchio al Vangelo e l’altro al cuore del vostro popolo”.

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