Cile: accordo quadro dei vescovi sugli abusi con la Procura nazionale, confermata “attenzione alle vittime”

A conclusione della 118ª assemblea plenaria a Punta de Tralca, caratterizzata da un dibattito aperto a diversi laici e religiosi, la Conferenza episcopale cilena (Cech) ha diffuso ieri un comunicato sui lavori di questi giorni, incentrati soprattutto sulle risposte in seguito agli scandali emersi e alle scelte per prevenire gli abusi in ambito ecclesiale. Ma non mancano prese di posizione su altri temi d’attualità.
I vescovi informano anzitutto dell’accordo quadro di collaborazione raggiunto con la Procura nazionale, che sarà allegato alle linee guida in tema di prevenzione agli abusi. Un’intesa che “nasce dalla preoccupazione di raggiungere la verità e la giustizia per le vittime”, e di ottenere “un’efficace cooperazione affinché ogni denuncia arrivi al Pubblico ministero, anche in quei casi in cui la legge non ci obbliga”. Confermato l’impegno “ad ascoltare e accogliere le testimonianze delle vittime”, mentre le notizie di abusi da parte ci consacrati sono “una ferita che continua a farci rabbrividire”. In particolare, la nota si riferisce a quanto riportato in questi giorni dai media sull’orrore vissuto da una vittima di abusi da parte del sacerdote Renato Poblete: “Nessuno merita di vivere ciò che ella e tanti altri hanno vissuto”. La Conferenza episcopale ribadisce, invece, la contrarietà rispetto al progetto di legge che prevede l’obbligo di denuncia di abusi, da parte dei sacerdoti, anche contravvenendo al segreto di confessione. “Il segreto sacramentale è inviolabile – si legge nel comunicato – così come inviolabile è la coscienza di coloro che vengono a confessare i loro peccati per disporsi, dopo essersi pentiti, a ripararli, assistiti dalla grazia di Dio che ci offre il suo perdono.

I vescovi informano di essere andati avanti nella stesura di un documento di lavoro che avrà lo scopo di prevenire situazioni di abuso proponendo orientamenti per la condotta che sono chiamati a tenere coloro che svolgono servizi ecclesiali. E’, al tempo stesso, proseguito il discernimento per il rinnovamento della Chiesa cilena, in vista della terza Assemblea ecclesiale nazionale, prevista per il 2020.

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