Siria: Silvestri (Avsi), “Progetto ‘Ospedali aperti’ alla fase due, 50mila cure gratuite a siriani poveri entro i prossimi due anni”

foto SIR/Marco Calvarese

“Assicurare 50.000 cure gratuite a siriani poveri entro i prossimi due anni”: è questo l’obiettivo del progetto “Ospedali Aperti”, ideato dal card. Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, affidandone la gestione ad Avsi, organizzazione internazionale che su più fronti opera per dare sostegno alla popolazione siriana. I risultati dal novembre 2017 ad aprile 2019 sono stati presentati questa mattina a Roma dallo stesso card. Zenari, dal segretario generale di Avsi, Giampaolo Silvestri, insieme ad alcuni dei principali sostenitori del progetto, il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, il presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, Emmanuele F.M. Emanuele e il presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, Giovanni Raimondi. “Obiettivo principale del progetto – ha ricordato Silvestri – è quello di assicurare l’accesso gratuito alle cure mediche ai siriani poveri, attraverso il potenziamento di tre ospedali non profit: l’Ospedale Italiano e l’Ospedale Francese a Damasco, e l’Ospedale St. Louis ad Aleppo. Ospedali Aperti ha già assicurato, dal novembre 2017 ad aprile 2019, oltre 20789 cure gratuite a siriani poveri e punta, in questa seconda fase, ad arrivare a 50.000 entro i prossimi due anni. Il budget totale del progetto è di 16.138.955,73 euro, di questi oltre 11 sono stati già raccolti e sei milioni quelli già spesi. Il totale dei contributi da reperire è di circa 5 milioni di euro. Elevato il grado di soddisfazione dei pazienti: il 90% si dichiara soddisfatto, con il 72% che ha manifestato un miglioramento del proprio stato di salute o di essere completamente guarito”. “Samo vicini alla Siria, una terra martoriata dalla guerra – ha detto il card. Bassetti – tanto più adesso che le luci su questa guerra si stanno spegnendo. L’impegno di solidarietà dovrebbe moltiplicarsi e la ricostruzione e il potenziamento degli ospedali è una priorità” ha aggiunto il presidente della Cei confermando l’impegno della Chiesa italiana nel progetto grazie ai fondi dell’8×1000. Stesso impegno è stato riconfermato anche dal Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, Emmanuele F.M. Emanuele, e da Giovanni Raimondi Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, che si occuperà della formazione degli operatori sanitari. Alla conferenza era presente anche Eduard Habsburg, ambasciatore dell’Ungheria presso la Santa Sede. “L’Ungheria – ha detto – ha contribuito con una donazione di 1,5 milioni di euro che il presidente Viktor Orban ha consegnato direttamente al card. Zenari in occasione di una visita a Budapest”. Chiudendo l’incontro, ospitato presso la sede dell’Ambasciata italiana presso la Santa Sede, il card. Zenari ha ricordato “la Siria paragonandola al viandante picchiato e derubato della parabola del buon samaritano. La Siria assalita dai ladroni – i cui nomi e cognomi sono stati menzionati nella comunità internazionale – lasciata mezza morta sul ciglio della strada e soccorsa dai buoni samaritani, un certo numero dei quali aggrediti e uccisi dagli stessi ladroni. Lungo il Calvario della Siria ci sono anche tante Veroniche, cirenei e buoni samaritani, istituzioni ecclesiastiche, gente di ogni fede, o di nessuna credenza, animati da profonda pietà umana. Molti hanno perso al vita asciugando la vita di questi volti sfigurati. Non dobbiamo dimenticarli”. Uno dei settori più in difficoltà oggi in Siria è quello sanitario: “il 54% degli ospedali in Siria è stato colpito o distrutto. Dal 2014 al 2018 ben 700 presidi medici sono stati attaccati, 750 gli operatori medici uccisi. La Siria è un inferno dove si combatte una guerra per procure. Tuttavia la più grande disgrazia per la Siria – concluso il nunzio – è quella di essere dimenticata da tutti. Gli interventi medici, 23mila, che abbiamo fatto fino ad oggi sembrano gocce nell’oceano ma sono semi che, pur faticando, porteranno frutto e faranno germogliare anche il deserto”.

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