Caporalato: Rota (Fai Cisl), “dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro confermano le nostre preoccupazioni”

“I nuovi dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro sul caporalato confermano le nostre preoccupazioni e la ragionevolezza delle nostre proposte affinché si realizzino più controlli e ispezioni capillari, più progetti di sistema partecipati, e soprattutto la piena applicazione della Legge 199”. Lo afferma il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, commentando il bilancio delle attività dell’Inl nel 2019 reso noto ieri sera. “Soltanto nei primi cinque mesi dell’anno – prosegue – si contano 39 arresti, 139 denunce a piede libero, con un +182% delle denunce penali rispetto al 2018, e 2400 posizioni lavorative irregolari rilevate, la metà delle quali totalmente in nero”. “È difficile dire se il fenomeno del caporalato sia aumentato o diminuito, ma di certo – osserva Rota – questi dati dimostrano che con maggiore attenzione da parte delle istituzioni aumentano i casi rilevati e puniti, il che conferma la bontà degli strumenti costruiti con la Legge 199 e l’esigenza di un maggiore coordinamento tra enti, istituzioni e forze dell’ordine”.
“D’altra parte – conclude il leader Fai Cisl – rimane inquietante la diffusione del fenomeno, per cui rinnoviamo l’appello a segnalare anche al nostro numero verde Sos Caporalato, 800.199.100, i casi di sfruttamento. Le istituzioni e tutta la politica ascoltino l’appello fatto dai 6mila lavoratori scesi in piazza a Roma l’11 maggio, con Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, quando sul caporalato e il lavoro nero è stato inviato un messaggio chiaro: basta con atteggiamenti altalenanti, si agisca concretamente per far funzionare la cabina di regia, per incentivare le adesioni alla rete del lavoro agricolo di qualità, valorizzare il ruolo degli enti bilaterali, replicare le buone pratiche su alloggi e trasporti per i lavoratori, regolamentare meglio l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”.

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