Cile: dichiarazione congiunta di arcidiocesi di Santiago e comunità ebraica dopo polemiche per intervista del vescovo ausiliare

Dichiarazione congiunta, “in un clima di reciproca fiducia e fraterno rispetto”, dell’arcidiocesi di Santiago del Cile e della comunità ebraica della stessa città, in seguito alle polemiche create da un’espressione usata in un’intervista dal vescovo ausiliare eletto di Santiago, mons. Carlos Irarrázaval, che nel rispondere a una domanda sul ruolo della donna nella Chiesa aveva associato gli ebrei alla cultura machista.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, l’amministratore apostolico di Santiago, mons. Celestino Aós, l’ausiliare mons. Cristian Roncagliolo e lo stesso mons. Irarrázaval, oltre ai rabbini Alejandro Bloch, Samuel Szteinhendler e Daniel Zang
Mons. Irarrázaval, si legge in una nota dell’arcidiocesi, ha chiesto scusa agi ebrei, che hanno accolto queste sue parole “in spirito di fraternità”. L’incontro, si legge nella nota congiunta, “ci ha anche permesso di stabilire vincoli di fratellanza e di guardare al progetto di un cammino comune di lavoro, ispirato dal compito che ebrei e Chiesa cattolica portano avanti fin dalla promulgazione della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate”. Tra gli impegni comuni che sono stati delineati spicca “la volontà di favorire una cultura dell’incontro, con l’intenzione e l’impegno di lavorare insieme per la promozione dei valori etici e morali” ispirati dalla Parola. Presto sarà convocato un “tavolo comune per concretizzare un lavoro di collaborazione, per continuare a crescere nell’amicizia e approfondire la reciproca conoscenza”.

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