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State of the Union: Iohannis (presidente Romania), “dare ai cittadini la sensazione di sicurezza e far sentire loro che sono importanti”

Compito dei leader politici degli Stati membri dell’Ue “è creare progetti e disegnare il futuro” dell’Unione “ma anche essere onesti” e “non sempre condannare l’establishment di Bruxelles per ogni cosa che accade”. Il richiamo ai colleghi arriva da Klaus Iohannis, presidente della Romania e presidente di turno dell’Ue, intervenuto oggi allo State of the Union a Firenze. Tra i temi affrontati su sollecitazione delle domande di Klaus-Dieter Frankenberger (Frankfurter Allgemeine Zeitung), l’allargamento: “un grande passo positivo” che ha “migliorato la condizione dei nuovi Paesi, ma ha segnato un progresso anche per i Paesi della vecchia Europa”, rendendola “più grande, forte, competitiva”. Secondo il presidente occorre “ingrandirla ulteriormente e renderla più forte, non solo nel senso economico, ma anche nell’ambito della sicurezza, di procedure più semplici e di una migliore integrazione”. Lezioni da imparare da Brexit? “Bisogna dare agli europei una sensazione di sicurezza e far sentire loro che sono importanti” e che il loro voto conta: “Nessuna delle posizioni di rilievo dell’Ue è eletta direttamente dai cittadini”, ha osservato il presidente. “I britannici sentivano di non controllare nulla” e i politici “non hanno saputo mostrare alla gente quanto è stato fatto” e quali i passi successivi.
Analizzando nella prolusione lo stato della democrazia in Europa, il politologo Hanspeter Kriesi, si è soffermato sulla minaccia del populismo: “Ci sono motivi per preoccuparsi ma senza drammatizzare”. Kriesi ha argomentato come “gli elettori rappresentano il potere che la democrazia ha di autocorreggersi” e che i “populisti possono essere solo un fenomeno temporaneo caratteristico di una crisi di rappresentanza e di un sistema partitico da ristrutturare”.

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