60° Ucsi: De Luca (presidente), “testimoniare la volontà di costruire ponti e ricostituire fraternità”

L’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) compie 60 anni e verità, giustizia, fraternità, le tre parole chiave indicate 60 anni fa dai fondatori, sono oggi “più che mai urgenti nell’odierno contesto internazionale di violenza e sopraffazione”, afferma in un’intervista al Sir la presidente nazionale Vania De Luca soffermandosi su una curiosa coincidenza: “Il 3 maggio 1959, duecento giornalisti davano luogo all’assemblea costitutiva; nel 1993 l’Assemblea generale delle Nazioni unite proclamava il 3 maggio Giornata mondiale della libertà di stampa. Una coincidenza che sembra voler sottolineare e dare forza al nostro impegno per la libertà di informazione che stiamo portando avanti insieme a giornalisti di tutto il mondo”. De Luca sottolinea inoltre la volontà, espressa dai fondatori, di “valorizzare il contributo cattolico per accrescere nell’opinione pubblica la stima verso il giornalismo come strumento di verità, giustizia, fraternità”. “Tre termini – dice – che mi colpiscono profondamente. In particolare ‘fraternità’, parola chiave della missione che Papa Francesco sta portando avanti nel mondo e ne esprime la volontà di dialogo con l’Islam, con tutte le fedi non cristiane ma in generale con tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. Parole “tanto più urgenti nell’odierno contesto internazionale di violenza e sopraffazione”. “Con l’emergere dei populismi – in Europa e non solo – viviamo a livello mondiale una cultura di muri, scontri ed esclusione che giornalisticamente si traduce in un linguaggio aggressivo e violento”, osserva. Compito dei giornalisti cattolici, ma si potrebbe dire di ogni buon giornalista, “testimoniare la volontà di costruire ponti e ricostituire fraternità”.

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