Papa in Romania: p. Militaru (diocesi ortodossa d’Italia), “il popolo romeno accoglierà ogni messaggio di bene e di speranza”

“La Romania accoglierà ogni messaggio di bene e di speranza. E con le ragioni del proprio patrimonio culturale e di fede, integrato a tutto ciò che fa bene ed è il vero bene, saprà farne tesoro per portare frutti di speranza in questo mondo che, in fondo, è abitato da noi ma appartiene a Dio, e noi romeni a Dio vogliamo rendere gloria per ogni bene”. Lo afferma padre Gheorghe Militaru, del Dipartimento per le relazioni pubbliche della diocesi ortodossa romena d’Italia alla vigilia della partenza venerdì 31 maggio di Papa Francesco per la Romania. In un’intervista al Sir, padre Militaru alla domanda – riuscirà Papa Francesco a toccare i cuori dei romeni? – risponde: “Il Papa troverà un popolo ferito ma fiero; un popolo che, come ci dimostra la sua storia, ha saputo sollevarsi dalle sue rovine e ricostruirsi proprio partendo dalla sua unità di “fede” e di “nazione”. E aggiunge: “Il popolo romeno sa riconoscere il bene, indipendentemente da dove esso proviene. Sa fare tesoro di una parola buona, di una parola di speranza: non ha importanza quale sia l’autorità che la proferisce. Sa accogliere il forestiero e il bisognoso, senza che gli chieda di che religione sia, né da dove provenga. Questa apertura gli ha dato la caratteristica di essere denominato ‘Umano’, termine tradotto dal rumeno che non dice tutta la sua portata (in romeno omenie = carico di umanità)”. Riguardo al cammino per l’unità, p. Militaru afferma: “La Chiesa ortodossa si adopera a lavorare per l’unità, perché l’unità è la risposta più eloquente a un mondo, soprattutto quello occidentale, che ha decretato la morte di Dio, a una società che non riconosce più l’origine dei suoi valori e che ha eretto sé stessa ad anfitrione del bene. Questa ‘cultura’ contemporanea che, come la torre di Babele, si innalza arrogante verso le altezze del proprio orgoglio, cadrà su se stessa perché si è auto-privata delle fondamenta, le sue radici cristiane. Oggi più che mai l’unità rappresenterebbe una risposta di speranza e di salvezza”.
La presenza di romeni di rito ortodosso in Italia è molto cresciuta dopo l’ingresso della Romania nell’Unione europea. Ha superato quota un milione, diventando così la comunità ortodossa più numerosa d’Italia. Una presenza importante che ha richiesto 12 anni fa, nel 2007, la costituzione della diocesi ortodossa romena d’Italia che attualmente è composta da 20 decanati, 250 parrocchie, 4 monasteri, 2 eremi, 5 cappelle diocesane e 2 centri pastorali missionari (Termoli e Bari). Una realtà viva seguita su tutto il territorio nazionale da 275 clerici diocesani, di cui 260 sacerdoti e 15 diaconi.

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